Il ministro Giuli inaugura la mostra sul Gran Carro di Bolsena
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La mostra unisce due luoghi espositivi di grande pregio.

BOLSENA – Taglio del nastro con il Ministro della Cultura Alessandro Giuli per la mostra “La memoria dell’acqua – Nuove scoperte archeologiche dal Gran Carro di Bolsena”.

La mostra unisce due luoghi espositivi di grande pregio. E’ infatti articolata all’interno del Museo Territoriale del Lago di Bolsena (palazzo Monaldeschi, nel centro storico) e la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo sull’isola Bisentina. Una mostra che racconta le straordinarie scoperte del sito del Gran Carro. La mostra ha aperto questo giovedì 17 luglio e sarà visitabile fino al 2 novembre 2025.

Un doppio allestimento, una sola narrazione: quella di un insediamento protostorico, il Gran Carro, scoperto nel 1959 e studiato in profondità solo di recente, che ci restituisce uno spaccato sorprendentemente intatto della vita tra la media Età del Bronzo e la prima Età del Ferro, grazie a un alleato impensabile: l’acqua, che ha sigillato e conservato per secoli utensili, rituali e memorie.

Il percorso inizia nel Palazzo Monaldeschi della Cervara, sede del SiMuLaBo (Sistema Museale del Lago di Bolsena), dove sono esposti i reperti recuperati dal sito sommerso: oggetti comuni e insieme straordinari, come i poppatoi di argilla, un sonaglio ancora funzionante e una figurina fittile antropomorfa che sembra evocare la dea madre, finora mai ritrovata al di fuori di contesti funerari. Non mancano elementi enigmatici, come un piccolo vasetto decorato con segni simili a una proto-scrittura etrusca.

In parallelo, la sezione sull’Aiola, monumento cultuale costruito attorno a sorgenti termali, rivela antiche pratiche rituali: vasi biconici, semi, ossa animali, resti di offerte a divinità ctonie, cioè legate al mondo sotterraneo e femminile.

Il viaggio prosegue sullIsola Bisentina, recentemente restituita al pubblico dalla Fondazione Luigi Rovati, dove la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, riaperta dopo un importante restauro, ospita una seconda parte dell’esposizione. Qui i reperti si organizzano in quattro nuclei tematici: Il mondo femminile, con ornamenti e oggetti d’uso quotidiano; Il sacro, con motivi decorativi legati al culto solare; La vita quotidiana, che ci parla di tavole imbandite e mestieri antichi; Il viaggio, testimoniato da frammenti di ceramica d’importazione e modellini di imbarcazioni, simbolo di scambi culturali sull’asse del lago.

Ma non è tutto archeologia. Il percorso sull’isola si intreccia con interventi site-specific di artisti contemporanei. Alex Cecchetti trasforma i fondali sommersi in visioni su carta, mentre Lisa Dalfino espone frammenti vitrei come fossero ex voto moderni nella Malta dei Papi, suggestiva grotta etrusca. A chiudere il cerchio, le sculture “alchemiche” di Namsal Siedlecki, tra mito e rito, accolgono i visitatori sull’approdo dell’isola.

La riapertura della chiesa, capolavoro farnesiano costruito tra il 1588 e il 1603, aggiunge ulteriore valore a questa mostra diffusa che intreccia archeologia, arte e paesaggio. Voluta da Ranuccio Farnese come mausoleo familiare e completata dal cardinale Alessandro Farnese, oggi torna a risuonare di storia, grazie anche all’impegno della famiglia Rovati, che dal 2017 è proprietaria dell’isola.


Rotelli: “La cultura motore di identità e sviluppo”

“La visita istituzionale del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a Bolsena rappresenta un segnale concreto dell’attenzione e della vicinanza del Governo Meloni alla provincia di Viterbo e al suo straordinario patrimonio storico e culturale”. Lo afferma il deputato Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, intervenendo a margine dell’inaugurazione della mostra “La memoria dell’acqua – Nuove scoperte archeologiche dal Gran Carro di Bolsena”, articolata tra il Museo territoriale del Lago di Bolsena, all’interno dello storico Palazzo Monaldeschi della Cervara, e l’Isola Bisentina, presso la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, restituita alla collettività nel 2024 dopo un attento restauro. “Un progetto culturale di alto profilo – sottolinea il deputato – frutto della fattiva collaborazione tra il Mic, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, il Comune, la Fondazione Luigi Rovati e l’Isola Bisentina. Un lavoro condiviso che consente di riportare alla luce e restituire al pubblico uno dei siti protostorici sommersi tra i più importanti d’Italia, testimonianza viva delle nostre radici e del dialogo costante tra ricerca, territorio e comunità». «Valorizzare il patrimonio culturale significa rafforzare identità, generare sviluppo e restituire dignità ai luoghi che custodiscono la nostra memoria”, conclude il presidente Rotelli.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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