
Il Ministero ha escluso Viterbo perché il dossier è fuori tema. Né più né meno, le due righe con le quali la Commissione riunitasi per esaminare le candidature a Capitale italiana della cultura inchiodano il Comitato ad una responsabilità chiara: quella di non averci capito nulla. Le due righe infatti parlano chiaro: “il progetto non raggiunge il livello di autonoma riconoscibilità rispetto agli obiettivi del bando”.
Insomma la colpa è di chi ha pensato il programma, di chi ha nominato il Comitato scientifico e di chi ha pensato di interpretare le richieste del Ministero in maniera estensiva applicando al concetto di cultura anomalo di cui Viterbo è portatrice: ovvero come volano per l’economia e niente più. Dell’esclusione se ne è parlato oggi in 4^ Commissione insieme al presidente del Comitato Claudio Margottini e all’assessore Antonio Delli Iaconi.
Dalla minoranza sono arrivate critiche politiche, come quella di Luigi Buzzi (Fratelli d’Italia) che ha fatto notare come molte delle proposte fossero quelle arrivate da Viva Viterbo in campagna elettorale “e che sono state bocciate sonoramente”. Poi Gianmaria Santucci (Fondazione) che ha evidenziato “l’incapacità di proporre un sistema di gestione innovativo e sistemico”. Sul metodo più che nel merito la critica di Gianluca De Dominicis (Movimento 5 Stelle) che ha fatto notare come si sia arrivati alla realizzazione della proposta senza tenere conto della Città reale e senza coinvolgere le realtà del territorio.
Debole la risposta dell’assessore Delli Iaconi che ha spiegato come uno dei problemi principali è stato quello del tempo: “abbiamo avuto solo 15 giorni”, ha detto. Sì, ma come tutti gli altri comuni e soprattutto non si può ignorare che erano almeno tre mesi che se ne parlava e Viterbo si è ridotta all’ultimo secondo per iniziare a ragionare sul Dossier da presentare. Ad individuare un responsabile politico però alla fine è il consigliere di quasi-minoranza Sergio Insogna (Oltre Le Mura): “il sindaco ha fatto le scelte da solo senza coinvolgere nessuno e la responsabilità è di chi ha scelto da solo”.


















