“Il Ministero dei Beni culturali boccia il mega impianto di fotovoltaico di Pian di Vico”
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TUSCANIA - Assotuscania rende nota la decisione del Mibac e chiede un intervento affinché si eviti la realizzazione.

TUSCANIA – Assotuscania rende nota la decisione del Mibac e chiede un intervento affinché si eviti la realizzazione.

“E’ di oggi la notizia della presentazione di altri due progetti per la installazione di pannelli fotovoltaici a terra nella zona di Montebello, sottoposti alla procedura di Via (Valutazione Impatto Ambientale) della Regione Lazio. Si aggiungono agli altri due progetti dell’autunno 2018 vicino alla centrale di Terna e a Poggio della Ginestra. E soprattutto al mega impianto di Pian di Vico, ben 250 ettari di estensione (oltre 350 campi di calcio), il decimo impianto più grande al mondo.

Complessivamente sono in ballo circa 500 ettari del territorio, e con essi il futuro agricolo, economico e paesaggistico del comune di Tuscania. Ma per il mostro fotovoltaico di Pian di Vico è arrivata una notizia certamente non nota ai più e che Assotuscania con questo comunicato rende nota.

Il 4 febbraio scorso il Mibac, ministero dei Beni culturali e ambientali, ha sonoramente bocciato il progetto “non ritenendolo compatibile con il contesto di riferimento, per estensione, tipo, materiali, non compatibile con la tutela del territorio dal punto di vista paesaggistico e agricolo“.

La decisione è stata trasmessa, oltre che alla società proponente, alla Regione Lazio e al Comune di Tuscania. Insomma si rischia di consegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti un tappeto di specchi che ucciderà la naturale vocazione economica di un territorio la cui economia per oltre un terzo è legata ad agricoltura e turismo.

Assotuscania rivolge un accorato e duro appello alle istituzioni e alla politica locale e chiede il sostegno dell’opinione pubblica e dei media affinché questo scempio venga evitato.

Occorre intervenire al più presto rendendo cogente la delibera del dicembre scorso con la quale il Comune di Tuscania ha deciso di salvare dal massacro ambientale delle cosiddette rinnovabili almeno una parte del suo territorio. E occorre estendere l’area di tutela e protezione e vigilare perché il paesaggio agrario e l’economia di Tuscania non vengano irrimediabilmente devastate”.

 

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