Il martedì nero dei trasporti

Si preannuncia un martedì nero per i trasporti, in programma quattro ore di sciopero nella giornata del 31 maggio.
E' stato indetto dai sindacati Faisa Confail, Orsa Tpl, Sul Ct, Usb Lavoro privato e Utl e riguarderà la rete Atac: bus, filobus, tram, metropolitane, ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Civitacastellana-Viterbo, biglietterie.
Si preannuncia un martedì nero per i trasporti, in programma quattro ore di sciopero nella giornata del 31 maggio.
E’ stato indetto dai sindacati Faisa Confail, Orsa Tpl, Sul Ct, Usb Lavoro privato e Utl e riguarderà la rete Atac: bus, filobus, tram, metropolitane, ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Civitacastellana-Viterbo, biglietterie.
Dalle 8.30 alle 12.30 nessuna corsa sarà garantita. Non garantita anche il funzionamento di scale mobili, montascale e ascensori nelle stazioni metroferroviarie.
Il motivo della protesta è l’accordo sindacale del 17 luglio scorso, sul quale i sindacati hanno ripetutamente incontrato Atac senza alcun esito positivo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.


















