
Lo scorso martedì 12 è stato un giorno nero per i pendolari italiani, soprattutto per quelli della Puglia dove un tragico scontro tra convogli ha causato la morte di oltre 20 persone e il ferimento di oltre 50. Una tragedia enorme che ha spezzato vite innocenti e distrutto famiglie. Disagi, anche se molto più lievi, ci sono poi stati anche per i pendolari nostrani, come le centinaia che ogni giorno percorrono la Orte-Roma per andare e tornare dal proprio posto di lavoro.
Ritardi incredibili, fino a un massimo di 135 minuti, dovuti a un piccolo guasto sulla linea diretta fra la Capitale e lo snodo ferroviario della Tuscia, che ha costretto la società a spostare tutti i regionali veloci diretti a Orte sulla linea lenta, con ritardi di almeno un’ora. Stufi di questa situazione, dove al primo guasto viene buttato giù un sistema, il Comitato Pendolari di Orte (Copeo) ha scritto alle autorità per i trasporti di Lazio, Umbria, Toscana e Marche.
“Nel pomeriggio – scrivono dal Copeo – i treni diretti da Roma verso nord sono stati dirottati nel tratto Roma-Orte sulla linea storica, in molti casi, senza alcun avviso, maturando ritardi fino a 135 minuti. Ciò sembrerebbe a causa di un guasto elettrico tra le stazioni Termini e Tiburtina. Come al solito, a pagare le conseguenze di tale inconveniente sono stati i treni destinati ai pendolari, mentre i treni AV hanno continuato ad usufruire della linea direttissima. Il nodo ferroviario di Roma e la linea direttissima verso nord sono divenuti congestionati a tal punto che il minimo inconveniente finisce per generare forti disservizi. Ci auguriamo una continua e efficace manutenzione di tale tratto”.


















