Il maltempo flagella la spiaggia del lido e allaga gli stabilimenti
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Violenta mareggiata mette in ginocchio il lido di Tarquinia. Si accende la polemica sulle barriere di sabbiano quest'anno non consentite dall'amministrazione comunale

Una violenta mareggiata non risparmia la spiaggia di Tarquinia Lido. Questa mattina l’acqua è arrivata fino al lungomare allagando gli stabilimenti balneari.

Nonostante il miglioramento del tempo durante la mattinata, il forte vento ha spinto il mare fino a lambire gli edifici a bordo strada inglobando tutto quello che ha trovato sul suo cammino. Difficile la situazione soprattutto al Porticciolo e alla foce delle Saline. 

Non è la prima volta quest’anno che una forte mareggiata si abbatte sulla costa e precisamente su Tarquinia Lido che si è mostrata ancora una volta impreparata alla grande mole d’acqua proveniente dal mare. 

E divampa di nuovo la polemica sulle barriere di sabbia quest’anno non consentite. “Come Federbalneari ho scritto al sindaco Giulivi – racconta Marco Marzi, dello stabilimento balneare La Pineta, coordinatore locale di Federbalneari – chiedendo un incontro per parlare di possibili interventi da adottare in somma urgenza, anche in deroga alle direttive regionali. Il rischio è che, oltre ai danni subiti, anche la stagione prossima sia già compromessa, così come gran parte della spiaggia. Non abbiamo ricevuto nemmeno una risposta, ci sentiamo del tutto abbandonati”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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