Il maltempo concede un giorno di riposo alla città, poi il ritorno dei temporali
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Dopo il temporale di lunedì, ieri la tempesta si è abbattuta su Civita Castellana provocando altri danni. Giovedì e venerdì i fulmini tornano sopra la Tuscia

Il maltempo non smette di flagellare la Tuscia. Dopo il violento temporale di lunedì che ha messo in ginocchio il capoluogo, costringendo addirittura le autorità a chiudere alcune strade periferiche della città a causa degli allagamenti avvenuti un po’ ovunque, anche martedì la pioggia ha continuato a sferzare la provincia. A Viterbo questa volta nessun problema particolare, solo la paura che la situazione potesse replicarsi nuovamente. Danni invece ne ha fatti nella zona di Civita di Castellana, dove anche la grandine è arrivata per creare maggiori disagi.

Nulla a che vedere, comunque, con la situazione che si è verificata a inizio settimana a Viterbo, solo qualche disagio per gli automobilisti e alcuni blackout in centro che hanno reso la giornata difficile per gli abitanti. Una situazione simile a quella vissuta lunedì dai commercianti di viale Raniero Capocci a Viterbo, che dopo il nubifragio hanno atteso ore e ore per riavere la corrente elettrica e che ora stanno pensando ad azioni legali per il risarcimento dei danni da mancato incasso.

Il maltempo, comunque, concederà oggi una breve pausa ai viterbesi, che potranno approfittare – forse – di una giornata appena un po’ nuvolosa. La pausa, però, sarà molto breve e già giovedì e venerdì i temporali torneranno sopra Viterbo e la provincia, sperando che nel frattempo il Comune abbia pensato di ripulire le fogne e dotarsi di un piano d’emergenza, visto quello che è accaduto lunedì, quando Viterbo sembrava un piscina a cielo aperto.

Gli Stati Generali La Fune
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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