
Ferdinando Imposimato il 10 settembre a Viterbo. Un incontro per parlare della scuola italiana, alla luce della nuova riforma, organizzato dal Movimento Cinque Stelle.
Magistrato e presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione, fratello di Franco, ucciso dalla mafia nel 1983. Quale giudice ha istruito alcuni tra i più importanti casi di terrorismo tra cui il processo Aldo Moro e l’attentato al Papa.
Imposimato in tempi più recenti è impegnato sul fronte della difesa della scuola pubblica dagli attacchi del governo.
“Questa riforma della cosiddetta ‘buona scuola’ è una vergogna che umilia e distrugge la vita di migliaia di insegnanti; dobbiamo bloccarla con la protesta democratica”. Con queste parole Imposimato ha accolto l’iter che ha portato all’approvazione della legge 107 che, stando alle aspettative e alle raccomandazioni del governo, dovrebbe dal prossimo anno scolastico “rivoluzionare” la scuola italiana.
“Smantellare – sostengono i Cinque Stelle -, deprivarla definitivamente del ruolo istituzionale che le è stato assegnato dalla nostra Costituzione. La scuola nei “sogni” dell’attuale governo, come bene ha sottolineato Imposimato, prevede meccanismi pericolosi, stravolgendo fino ad annullare il suo assetto democratico attuale, azzerando diritti, prospettive lavorative, trasparenza ed equità nelle nomine dei docenti.
Il presidente Imposimato ha da subito denunciato i profili di incostituzionalità di cui è pervaso tutto il disegno di legge. Questi e molti altri temi, legati non soltanto alla prospettata riforma della scuola, ma alla centralità dell’istruzione nella vita sociale di un Paese civile e democratico, saranno al centro dell’incontro rivolto alla cittadinanza viterbese, agli insegnanti, ai genitori, agli studenti, incontro voluto e organizzato dagli attivisti del Movimento 5 Stelle per accrescere la consapevolezza critica dei cittadini anche in vista dei referendum abrogativi in fase di definizione.
All’incontro parteciperà anche Silvia Chimienti, portavoce del Movimento alla Camera dei Deputati e alcuni rappresentanti delle associazioni che si sono battute in questi mesi in difesa della scuola statale e della libertà professionale dei docenti. Nel prossimo mese, vi spiegheremo più dettagliatamente il distruttivo progetto buona scuola, e vi invitiamo intanto a ricordare la data del 10 settembre. Vi aspettiamo, insieme possiamo”.


















