Il M5S in piazza del Teatro contro la privatizzazione dell'acqua
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Continua la lotta dei pentastellati dopo che il referendum viterbese sull'acqua pubblica è finito nel dimenticatoio

Continua la lotta del movimento 5 stelle di Viterbo per l’acqua pubblica. Per questo motivo domani alle 15 a Piazza del Teatro i rappresentanti del gruppo pentastellato si riuniranno per il ribadire la propria contrarietà e informare i cittadini sulle conseguenze di questa scelta. “Lo hanno detto 27 milioni di italiani nel 2011 con un referendum popolare. È stato ribadito con una legge regionale nel 2014. Abbiamo provato ad affermarlo nuovamente chiedendo di indire un referendum comunale sul tema che ci è stato negato adducendo scuse risibili”.

“Lo urleremo, se necessario, ancora una volta, in Piazza: l’acqua è un bene pubblico e deve rimanerlo. Non vogliamo – dicono i rappresentati del movimento 5 stelle di Viterbo – interessi privati a gestire un bene primario dell’uomo, non desideriamo altri aumenti nelle nostre bollette… soprattutto pretendiamo che i nostri diritti democratici liberamente espressi in più occasioni non siano calpestati”.

“Questa dovrebbe essere una lotta condivisa da tutti, come testimoniano ad esempio le bandiere del PD sventolate nelle piazze all’indomani della vittoria referendaria del 2011. Che fine hanno fatto, ci domandiamo, ora quelle bandiere, quegli ideali, se proprio una giunta di centro-sinistra, a forte connotazione PD, rinnega tutto ciò consentendo alla Talete di cercare un socio privato ed impedisce ai cittadini di esprimere il loro parere tramite un referendum?”.

“Non era forse proprio il nostro “sindaco dagli occhi blu” ad affermare con forza, in una intervista pubblicata a dicembre, che il referendum a Viterbo si sarebbe certamente fatto? Se eravate fra quelli che votarono si nel 2011, venite ad informarvi, a far sentire la vostra voce, dite loro che stanno tradendo il vostro voto e il mandato da voi ricevuto. Insieme a tanti altri comuni della Tuscia, – concludono – esprimiamo il nostro dissenso nei confronti di chi vuole ignorare il volere popolare per interessi finanziari”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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