Il luminare del cervello Giulio Maira al Consorzio Biblioteche. Appuntamento sabato alle 17,30
giulio maira
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La sua vita, la sua passione per la medicina, intesa come soccorso dell’altro al centro dell'incontro. Maira è uno dei migliori neurochirurghi di fama internazionale. Ha operato pazienti sconosciuti e personaggi illustrissimi, di primo piano, unici al mondo.

Giulio Maira al Consorzio Biblioteche per un sabato di grande interesse. L’appuntamento è per le 17,30 con ‘Gli Speciali’. Rotta su viale Trento 18 E, sala conferenze Vincenzo Cardarelli.

La sua vita, la sua passione per la medicina, intesa come soccorso dell’altro al centro dell’incontro. Maira è  uno dei migliori neurochirurghi di fama internazionale. Ha operato pazienti sconosciuti e personaggi illustrissimi, di primo piano, unici al mondo. Per Maira mettere la propria scienza al servizio degli altri è un dovere, ma anche consolazione. Nella sua carriera ha effettuato oltre 13mila interventi e visitato qualcosa come 63mila persone.

Parlerà del cervello umano, della sua struttura, funzionamento ed evoluzione. Ma anche del suo lavoro di neurochirurgo.

Il Consorzio Biblioteche si conferma luogo capace di promuovere iniziative culturali di livello e di funzionare come vero e proprio catalizzatore culturale della città.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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