Il liceo artistico Orioli espone in memoria di Federico Fellini
ORIOLI
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VITERBO- Si apre al liceo artistico Orioli di Viterbo, una mostra dedicata al famoso regista Federico Fellini

VITERBO- “Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare”. Con questa citazione di Federico Fellini si apre la mostra a lui dedicata; evento ideato, progettato e realizzato, nella città di Viterbo, da parte degli allievi, del personale docente e degli assistenti tecnici dell’istituto Francesco Orioli – liceo artistico (sezione grafica) di Viterbo, con il patrocinio e la collaborazione del comune di Viterbo, della Fondazione Carivit di Viterbo, del Rotary club di Viterbo e della Fidapa di Viterbo.

La ricorrenza dei cento anni dalla nascita del grande cineasta Federico Fellini (1920-2020) non poteva non essere celebrata dal liceo artistico Orioli, istituto formativo altamente specializzato nella promozione di eventi artistici.

Con grande sensibilità e cura nei confronti dell’arte, gli alunni mostrano quanto realizzato durante l’anno scolastico 2020-2021 con i docenti delle materie d’indirizzo della sezione grafica e grazie al fattivo apporto del dirigente scolastico Simonetta Pachella, sempre pronta, quest’ultima, a sostenere iniziative culturali e artistiche.

Prendendo le mosse dai materiali fotografici, cinematografici, dai bozzetti, dagli scritti e documenti del grande maestro del cinema italiano, gli alunni, guidati dai docenti, hanno realizzato opere d’arte a lui dedicate.

Alcune opere sono state realizzate con la modalità della didattica a distanza. Altre in presenza non appena la situazione epidemiologica ha consentito di tornare in classe. Il costrittivo periodo legato alla nota pandemia non ha impedito all’arte di continuare ad essere protagonista della scena educativa, anche e soprattutto allo scopo di ribadire che l’uomo, in qualunque circostanza si trovi, è chiamato a mettere a fuoco gli eventi – fausti o infausti – della propria esistenza, attraverso le potenzialità di esegesi della storia che caratterizzano il linguaggio artistico.

La mostra, volta a rievocare il percorso cinematografico dell’artista, dà spazio a diverse tecniche espressive: digital art, elaborazioni fotografiche, pannelli con tecniche miste, gadget pubblicitari.

Colori, pennellate, striature, forme geometriche nello spazio, ritmi, equilibri, giochi di luce si rinvengono nei quadri, capaci, questi ultimi, di sprigionare stati emozionali profondi e di rendere il giusto omaggio alla bellezza del modo.

Come sosteneva il maestro: “Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita”.

Solo conoscendo le nostre radici possiamo ipotizzare con adeguato grado di approssimazione ciò che ancora non è, ciò che sarà, ciò che è già in nuce nell’hic et nunc del presente.

Si ringraziano: il comitato “Fellini 100”, il dirigente scolastico del liceo artistico Francesco Orioli di Viterbo, Simonetta Pachella, il provveditore agli studi di Viterbo Daniele Peroni con Giulia Rapino l’assessore alle Politiche sociali Antonella Sberna, l’aassessore alla Cultura, Turismo e Spettacolo Marco De Carolis, il consigliere comunale Matteo Achilli, il vicequestore Fabio Malerba, il presidente della Fondazione Carivit Marco Lazzari e il dirigente generale Marco Crocicchia, il giornalista e critico cinematografico Catello Masullo, il direttore Uoc neuropsichiatria infantile Viterbo Marco Marcelli, lo psicologo Asl di Viterbo Vincenzo Di Gemma, la presidente della Fidapa di Viterbo Miranda Bocci, il console Touring club Viterbo Vincenzo Ceniti, il presidente del Rotary club di Viterbo Stefano Bianchini, Simona Tartaglia e Mario Moscatelli, la principessa Emanuela Ruspoli, il sindaco di Bagnoregio Luca Profili, il responsabile del museo Taruffi di Bagoregio, per l’ associazione “La via degli artisti” il presidente Giulio della Rocca per la Confcommercio Lazio nord Loredana Baldini.

Inoltre i docenti del liceo artistico Francesco Orioli Angela Pizzuto, Carmen Pizzuto, Carla Mattioni, Alessandra Giacobbi e Pier Paolo Giacobbi. Gli alunni delle classi 4AGR, 4BGR, 5AGR e 5BGR. L’assistente tecnico del liceo artistico Rosanna Morgantini. Stefania Scafa per il suo contributo nell’utilizzo del linguaggio Lis.

Infine ma non per ordine di importanza un ringraziamento a tutte quelle persone che a vario titolo hanno contribuito all’organizzazione della mostra.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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