Il Lazio tossico-nocivo: Operazione Girotondo
rifiuti tossici
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Per cercare di dare un po’ più di prospettiva alla notizia sui rifiuti interrati a Graffignano, in prossimità del Tevere, su terreni che attendono la bonifica da più di dieci anni abbiamo deciso di riproporre un articolo molto interessante scritto il 9 giugno del 2007 da Alessandro Iacuelli sul sito Altrenotizie (leggi) e dal titolo ‘Il Lazio tossico-nocivo: Operazione Girotondo’.

 

Sono state circa duecento le unità del Corpo forestale dello Stato impegnate nell’Operazione Girotondo, un maxi blitz avvenuto dopo lunghe indagini, che ha portato alla luce nel Viterbese un imponente traffico illegale di rifiuti speciali, molto più ampio rispetto a quello che di recente ha visto protagonista il comune di Montefiascone. Sono sei le misure cautelari a carico degli indagati, di cui tre sottoposti agli arresti domiciliari e altri tre all’obbligo di firma.

Il reato contestato è la violazione delle normative sullo smaltimento dei rifiuti. Nel corso dell’operazione sono state eseguite trenta perquisizioni in sette regioni quali Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e Calabria, verso persone coinvolte nel traffico dei rifiuti. Inoltre sono stati sequestrati un impianto industriale a Graffignano (Vt), gli uffici toscani, laziali e umbri di quattro società, nonché una cava di cento ettari di terreno dove sono state interrate circa 3.500 tonnellate di rifiuti nel corso di un solo mese, e si sospetta la presenza di circa 40.000 tonnellate interrate in un anno.

L’indagine è partita a seguito di alcuni controlli di routine, effettuati dal settore tutela del suolo dell’assessorato all’Ambiente della Provincia di Viterbo. Come dichiara infatti l’assessore Tolmino Piazzai, “L’indagine è stata avviata alcuni mesi fa dall’ufficio tutela del suolo e poi estesa al Corpo forestale dello Stato. Grazie a questa collaborazione è stato ottenuto un risultato importante per tutto il territorio”. Quei controlli di routine riguardano le attività che risultano iscritte nel registro delle procedure semplificate, cioè quelle ditte che presentano domanda per svolgere attività di smaltimento, recupero e messa in raccolta dei rifiuti. Sono quindi stati effettuati, in collaborazione con la Guardia forestale, alcuni sopralluoghi a seguito dei quali è partita tutta l’inchiesta. All’opera anche il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (Nipaf) di Viterbo, in collaborazione con il locale Comando Provinciale e i Comandi Stazione operanti sul territorio, oltre ad unità del Corpo forestale dello Stato provenienti da varie regioni d’Italia.

Tre fratelli, Roberto, Luciano e Paolo Nocchi, titolari di quattro società aventi sede legale a Montepulciano (Si) e posti ora agli arresti domiciliari, secondo l’accusa avevano allestito una fittizia attività di recupero di rifiuti speciali di provenienza industriale: materiali provenienti da demolizioni, fanghi e ceneri provenienti da inceneritori, per quantità pari a decine di migliaia di tonnellate annue. I materiali una volta giunti presso un impianto a Graffignano (Vt), con il falso presupposto di essere poi trasportati ad Alviano (Tr) per il loro recupero presso un’altra società collegata, venivano caricati su un camion per essere poi sepolti in provincia di Viterbo nei terreni di proprietà di un’altra società del gruppo, nelle vicinanze del Tevere. Nel corso dell’operazione è stata sequestrata un’ingente mole di documentazione a supporto dell’inchiesta partita nel 2006.

Sono tuttora in corso le indagini per valutare la possibilità di ulteriori danni all’ambiente e le operazioni per la messa in sicurezza dei siti, considerata la vicinanza del fiume Tevere e la presenza di falda acquifera a pochi metri di profondità A tale proposito c’è già chi lancia un segnale di allarme, poiché è altamente probabile che una buona parte delle sostanze tossiche sia finita per infiltrarsi proprio nel fiume di Roma. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo ha nominato un consulente con l’incarico di valutare esattamente questo tipo di problematica.

Un mese dopo l’operazione “Longa Manus” che ha coinvolto gli amministratori pubblici del comune di Montefiascone, questa nuova operazione dimostra come l’intera provincia di Viterbo sia diventata il nuovo nodo strategico nei traffici illeciti di rifiuti speciali. Nel corso dei primi sei mesi del 2007 sono già otto le operazioni di contrasto ai traffici illeciti, 41 le persone arrestate e un centinaio le aziende coinvolte.

Le riflessioni che si impongono sono due. Da un lato, se fino a pochi anni fa i fenomeni di smaltimento illecito di sostanze nocive, pericolosi per la salute, erano una caratteristica della sola Campania e della sua peculiarità criminale, ora siamo di fronte ad una estensione a tutta l’Italia dell’abusivismo in materia di rifiuti, come dimostrano anche le recenti inchieste svolte in Marche, Abruzzo, Veneto. Zone dove non regge neanche l’alibi della camorra. Anche nell’”Operazione Girotondo”, non è emerso alcun legame tra i fratelli Nocchi ed organizzazioni ecomafiose. Si tratta quindi di normalissimi imprenditori che, secondo l’accusa, operavano in modo illecito; le mafie, stavolta, non c’entrano nulla.

Dall’altro, quel che viene alla luce è proprio la convenienza geografica del Lazio, che grazie alla sua posizione strategica all’interno della Penisola, sta diventando progressivamente la meta di un grosso traffico di rifiuti pericolosi; e la Tuscia presenta elementi orografici e geologici tali da permettere facilmente il nascondere rifiuti pericolosi. Come difendere il territorio? Tanto per cominciare, si potrebbe accelerare l’iter per introdurre i delitti contro l’ambiente nel codice penale, proprio per garantire una tutela più ampia del territorio. Si farà?

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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