Il Lazio torna in zona gialla, l'annuncio di Zingaretti: "Riprendiamoci la vita"
INAUGURAZIONE DELL'EDIFICIO ALTO ISOLAMENTO DELLO SPALLANZANI
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ROMA - "Un altro risultato della nostra comunità che ora non deve più chiudere. Riapriamo ma non al Covid, e riprendiamoci la vita - continua Zingaretti -".

ROMA – “Da lunedì 26 aprile torniamo di nuovo in zona gialla. Bene, il Lazio è una delle Regioni rimaste per più tempo in giallo”. Così il presidente Nicola Zingaretti dalle sue pagine social.

“Un altro risultato della nostra comunità che ora non deve più chiudere.
Riapriamo ma non al Covid, e riprendiamoci la vita – continua Zingaretti -.

Abbiamo una missione: vaccinare e riaccendere l’economia e il lavoro.
Ora stringiamo i denti per non richiudere più: serve la collaborazione di tutti. Soldi per sostenere l’economia, vaccini per bloccare il virus, responsabilità nel seguire le regole e limitare la curva del contagio.
Grazie alla responsabilità vinceremo noi, non il virus”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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