

VITERBO – Quando il senso civico dei cittadini fa rete con la stampa, i risultati arrivano. È successo soltanto pochi giorni fa, quando una segnalazione sulle nostre pagine ha portato al ripristino – seppur non proprio a regola d’arte – dei selci sconnessi all’incrocio tra via Marconi e via del Repuzzolo. Ma a Viterbo, si sa, basta fare due passi più in là per imbattersi in un nuovo “sconcio” urbano.
Ed è proprio un nostro lettore, stimolato dal primo successo, a scriverci nuovamente per accendere i riflettori su una situazione di degrado tanto evidente quanto inspiegabilmente ignorata da anni. Parliamo del bellissimo, ma purtroppo chiuso e abbandonato, lavatoio che sorge proprio sotto al Ponte del Duomo.
La denuncia è chiara e documenta un paradosso quotidiano. Da anni, sotto gli occhi di tutti, la struttura presenta una perdita continua di acqua. “Litri, ettolitri di acqua apparentemente chiara – ci scrive il lettore – se ne vanno quotidianamente a infradiciare la struttura”.
Un fiume sotterraneo che si disperde nella pavimentazione, si insinua nelle fessure e finisce per colare direttamente dal muro nella sottostante via Sant’Antonio. Oltre all’inaccettabile spreco idrico – in un’epoca in cui a ogni cittadino viene giustamente raccomandato di stringere il rubinetto anche solo mentre ci si lava i denti – c’è un problema ben più grave: l’acqua sta letteralmente inzuppando la pietra, con il rischio concreto di provocare, a lungo andare, un cedimento strutturale o un crollo.
Davanti a questo scenario, le domande sorgono spontanee e le giriamo direttamente a chi di dovere: Perché nessuno interviene? Di chi è la competenza per la riparazione e la tutela di questo storico scorcio viterbese? Il cortocircuito tra le campagne di sensibilizzazione sul risparmio della risorsa idrica e lo spettacolo di un lavatoio monumentale che perde acqua da anni non è più tollerabile.
La lettera del cittadino si chiude con una promessa che è anche una speranza per tutta la comunità: “Continuerò a scrivervi ogni volta che, passeggiando per la città, mi imbatterò in qualcosa che mi indigna. Spero che questo interessamento possa servire a risvegliare non solo le istituzioni, ma anche il senso civico dei nostri silenti concittadini”.
Noi de La Fune raccogliamo volentieri l’invito. Non intimeremo a nessuno di smettere di guardarsi intorno; al contrario, continueremo a dare voce a chi non si rassegna al degrado e pretende che la bellezza di Viterbo venga curata, protetta e rispettata. Ora la palla passa a Palazzo dei Priori.


















