Il latte ovino a un euro al litro non è più un miraggio, il piano Coldiretti sta dando i primi risultati
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VITERBO - Sembra, infatti, che il piano di azione di Coldiretti, mirato e articolato in diversi e precisi punti, stia tracciando la strada per il rilancio del settore.

VITERBO – Sta iniziando la campagna di produzione del latte ovino e Coldiretti è soddisfatta del risultato che si prospetta. Sembra, infatti, che il piano di azione di Coldiretti, mirato e articolato in diversi e precisi punti, stia tracciando la strada per il rilancio del settore.

Il presidente Mauro Pacifici fa il punto della situazione: “Dobbiamo innanzitutto riportare l’attenzione sul settore ovino, attenzione che deve rimanere costante e non relegata a periodi di crisi manifestando senza soluzioni in mano e si deve continuare a portare avanti il tavolo tecnico di concertazione sul latte ovino, che monitori costantemente il mercato, che al momento sta andando alla grande soprattutto all’estero, così da dare risposte in modo perentorio; dobbiamo monitorare il consorzio del pecorino romano per la ripartizione delle quote di produzione ed anziché avere le quote sul pecorino, spostare le stesse sul latte; è inoltre necessario inserire sempre in BDN le quantità di latte prodotto e differenziare le DOP dal latte di massa per avere ben presenti le quantita’ di latte prodotte.

Bene la misura voluta da Coldiretti sul benessere animale ovino, che vedrà moltissime aziende avere ristoro per cinque anni migliorando le modalità di allevamento e bene il piano lupo, con i soldi stanziati, che a breve speriamo possa entrare in vigore con misure ad hoc. Certo – continua Pacifici – ora che ci sono tutte le condizioni per arrivare all’euro al litro, anche le strutture economiche territoriali dovranno metterci la faccia e lavorare affinchè si realizzi questo importante risultato che va a ridare speranza e concretezza agli allevatori, già falcidiati dalle avversità atmosferiche, dai costi di produzione e dagli animali selvatici. Alle urla in piazza abbiamo preferito il dialogo e il progetto e sembra che sia finalmente arrivata la luce”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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