Il Gruppo Fotografico f8 a Tuscia in Fiore con 60 immagini che parlano della Tuscia
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VITERBO - Le Immagini della mia Terra, un racconto fotografico che vuole catturare l’attenzione del visitatore regalandogli uno spaccato di vita quotidiana, un viaggio in questa Terra Etrusca ancora tutta da scoprire dove l’occhio del fotografo ha saputo cogliere quegli attimi da regalare al futuro.

VITERBO – Il Gruppo Fotografico f8 espone con 60 immagini all’interno della terza edizione di Tuscia in Fiore.

Le Immagini della mia Terra, è il titolo che si è dato il Gruppo Fotografico f8 per raccontare la
Tuscia con i suoi borghi, i paesaggi, la sua storia, l’architettura, le tradizioni, il folclore e perché no l’enogastronomia. Dodici autori con sessanta immagini che si suddividono in tre mostre da venti immagini ciascuna per quante sono le date di Tuscia in Fiore per concludersi nell’ultima data dove si riuniranno tutte insieme per un gran finale.

Ecco i nomi dei fotografi con le date e i luoghi d’esposizione; la terza edizione di Tuscia in Fiore
inizia a Villa San Giovanni in Tuscia nel primo fine settimana di maggio il 4 e il 5 espongono Maria Olimpia Orsalini, Antonella Tonnicchi, Salvatore De Mitri e Maurizio Di Giovancarlo. La seconda è tappa prevista per l’11 e il 12 maggio ad ospitare Tuscia in Fiore saranno i borghi di Onano e Latera che vedranno l’esposizione di Giuseppina Natale, Aurelio Sidoti, Ornella Banco e Claudio Sarti.

Bassano in Teverina è la terza tappa con l’esposizione fotografica di Claudio Polvanesi, Ludovico
Ciprini, Mirella Meschini ed Ernesto Spaziani. Nell’ultima tappa della terza edizione di Tuscia in
Fiore in programma a Marta sabato 25 e domenica 26 saranno esposte presso la Sala Consigliare
del Comune di Marta tutte le 60 immagini regalando a tutto il pubblico una visione completa del
racconto.

“Devo dire che è nata una bella sinergia tra il nostro gruppo fotografico e lo staff di Tuscia in
Fiore specialmente con Giulio Della Rocca – dice il portavoce del gruppo fotografico Claudio
Polvanesi – già abbiamo collaborato insieme nel periodo pasquale con le nostre immagini che
hanno fatto da idea e spunto per l’estemporanea di pittura che si è svolta al centro commerciale
La Tuscia di Viterbo. Questo secondo progetto è molto più elaborato tutte le immagini arrivano
alla mostra dopo un’attenta selezione da parte nostra, tanto lavoro per dare a chi poi verrà a vedere le nostre opere, un punto di vista diverso ed originale. Dopo questa esperienza di Tuscia Fotografia abbiamo già in cantiere altri progetti avviati che realizzeremo a numero chiuso, poi nel futuro potremmo allargarsi con altri componenti”.

Le Immagini della mia Terra, un racconto fotografico che vuole catturare l’attenzione del visitatore regalandogli uno spaccato di vita quotidiana, un viaggio in questa Terra Etrusca ancora tutta da scoprire dove l’occhio del fotografo ha saputo cogliere quegli attimi da regalare al futuro.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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