Il grande gioco dell'Oca di Palazzo dei Priori, Caporossi potrebbe passare a FdI
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VITERBO - La ripercussione viterbese ci sta tutta e potrebbe funzionare semplicemente così: Stefano Caporossi, eletto con la Lega al Comune di Viterbo ma pirozziano della prima ora, sarebbe pronto a fare i bagagli e traghettare anche lui. L'indiscrezione circola. 

VITERBO – La notizia è che Sergio Pirozzi, consigliere regionale ma più noto come ormai ex sindaco di Amatrice, è passato a Fratelli d’Italia. Più che di un passaggio a dirla bene si tratta di un ritorno. L’annuncio lo ha dato Giorgia Meloni dal palco di Trieste.

La ripercussione viterbese ci sta tutta e potrebbe funzionare semplicemente così: Stefano Caporossi, eletto con la Lega al Comune di Viterbo ma pirozziano della prima ora, sarebbe pronto a fare i bagagli e traghettare anche lui. L’indiscrezione circola. 

A Palazzo dei Priori di fatto è in corso una sorta di maxi Gioco dell’Oca, con passaggi e transiti continui dei consiglieri di maggioranza da una formazione all’altra. Insomma la maggioranza è liquida, sempre meglio che liquefatta. Anche se dopo le europee rischia di diventarlo davvero.

Giusto in questi giorni il passaggio di Vittorio Galati dal gruppo misto, ex Fratelli d’Italia, alla Lega. Così il partito di Fusco era salito a 8 rappresentanti, assottigliando paurosamente “i fratelli”. Lo spostamento di Caporossi potrebbe bilanciare meglio gli equilibri tra le forze, visto che dopo il voto di giugno erano entrati 6 consiglieri per FdI, 6 per il Carroccio e 6 di Forza Italia. 

Dalla partenza gli azzurri sono scesi a quota cinque, perdendo per strada Fabrizio Purchiaroni passato al gruppo misto. Fratelli d’Italia è a quota 4 e in caso di ingresso Caporossi salirebbe a 5. La Lega attualmente a 8 potrebbe scendere a 7. Dopo le europee il diluvio. Preparate gli ombrelli. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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