“Il governo crea false aspettative e scarica le proprie responsabilità sui comuni”
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - il senatore Umberto Fusco interviene sugli ultimi provvedimenti di Conte

VITERBO –  Il governo crea false aspettative e scarica le proprie responsabilità sui comuni.

I 4 mld che il governo ha annunciato questa sera sono solo l’anticipo di quello che lo stato già deve ai comuni e che sarebbe comunque stato dato agli stessi entro maggio.

Vale la pena ricordare che queste risorse anticipato infatti il Fondo di solidarietà che è finanziato proprio dai comuni attraverso il gettito delle imposte comunali e che il finanziamento di questo da parte dello stato rappresenta una minima parte.

Il “fondo aggiuntivo” tanto enfatizzato è infatti di circa 400 milioni, ossia di pochi euro pro capite se divisi per gli abitanti italiani che vivono negli oltre 8000 comuni italiani.

Il rischio è che questa misura possa portare un piccolo beneficio solo ai comuni in dissesto e che i comuni virtuosi, che hanno disponibilità di cassa e che già stanno aiutando le famiglie con sostegni economici alle famiglie per le spese di prima necessità, non avranno alcun giovamento.

Il governo ha di fatto scaricato le proprie responsabilità sulle spalle dei sindaci, senza però consentirgli di poter dare una corretta informazione alla cittadinanza che domani busserà alle loro porte. L’annuncio non è stato seguito infatti da alcun documento ufficiale, una brutta abitudine che si ripete, né da alcun dettaglio circa le modalità di erogazione di tali fondi o dei criteri con cui questi verranno distribuiti tra comuni.

Ritengo che il governo debba cominciare a pensare ad altro, perché i problemi non sono solo legati alla spesa alimentare e risolvibili con dei buoni pasto: ci sono da pagare i mutui, gli affitti domestici e commerciali, le utenze,  e altre spese non dilazionabili. Serve liquidità a famiglie ed imprese e non buoni per la spesa.

Senatore Umberto Fusco
Coordinatore regionale Lega degli Enti locali

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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