
TEATRO SAN LEONARDO – C’è una stoffa antica e ruvida, intrisa di polvere di strada, di risate beffarde e di preghiere sussurrate nel buio dei boschi, che resiste al tempo e alle agografie edulcorate. È la stoffa del giullare. E domenica 4 ottobre 2026, nel giorno esatto in cui la liturgia celebra il Poverello di Assisi, quella stoffa tornerà a prendere vita sul palco del Teatro San Leonardo di Viterbo, proprio nel pieno del Giubileo Francescano 2026-2027.
Arriva in città Lu Santo Jullàre Françesco, il capolavoro assoluto scritto da Dario Fo – il Premio Nobel che ha saputo restituire al teatro la sua funzione civile e popolare – e interpretato da Mario Pirovano, il custode devoto e geniale di quell’eredità artistica condivisa con Franca Rame.
Dimenticate le immaginette pie, i santi di gesso e le agiografie patinate. Il Francesco che sale sul palco in questo spettacolo è un uomo di carne e di fuoco, un sovversivo dello spirito che ha scelto di rompere con le convenzioni dorate del suo tempo, di ridere in faccia ai potenti e di usare la parola come una spada di libertà. Fo, con la sua ineguagliabile penna, lo ha svestito dell’aura ieratica per restituirgli la dignità più alta: quella del giullare di Dio, l’unico che poteva permettersi di dire la verità ai re e ai papi senza temere il patibolo.
Il palcoscenico del San Leonardo si trasformerà così in una macchina del tempo. Senza scenografie pesanti, affidandosi unicamente al miracolo del corpo, della voce, dei dialetti e della straordinaria gestualità di Mario Pirovano – che calca le scene con Dario e Franca sin dal 1983 –, prenderà forma l’intero Medioevo. Pirovano interpreterà da solo una folla intera: papi severi, cardinali ingioiellati, frati smarriti, contadini affamati, mercanti e soldati. E poi le storie che tutti crediamo di conoscere, viste però da un’altra prospettiva: la predica agli uccelli, l’incontro con il lupo di Gubbio, il dolore della malattia agli occhi, l’audacia di chi pretende di presentare la Regola al Papa.
È teatro di narrazione nella sua forma più pura e potente, dove la storia si fonde con la tradizione popolare e la spiritualità si sposa con un’ironia tagliente e liberatoria.
I biglietti per assistere a questo imperdibile appuntamento sono già disponibili direttamente al botteghino del Teatro San Leonardo oppure online sul sito di Archeoares. Un’occasione rara, nel cuore della Tuscia, per riscoprire un Francesco che fa ancora paura, che fa sorridere e che, a ottocento anni dalla sua scomparsa, continua a camminare in mezzo a noi.



















