Il giro della Tuscia in 80 giorni. Inizia oggi l'avventura di Marco Loperfido
Marco Saverio Loperfido
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Inizia oggi la grande avventura di Marco Saverio Loperfido che va sotto l'etichetta di 'Il giro della Tuscia in 80 giorni'. Un'avventura alla riscoperta dei vecchi sentieri dimenticati.

Inizia oggi ‘Il giro della Tuscia in 80 giorni’. L’avventura che porterà il 37enne romano Marco Saverio Loperfido a fare tappa nei sessanta comuni del Viterbese. Una lunga marcia, tutta rigorosamente a piedi e da realizzare percorrando strade polverose e antichi sentieri. Un progetto sostenuto da Regione Lazio, Provincia di Viterbo e Comune di Montefiascone; con il contributo anche di sponsor privati come Nikon.

 

Loperfido è uscito oggi da Chia, frazione di Soriano nel Cimino, dove vive da anni. Con sè uno zainetto di 12 chilogrammi e una mappa che lo guiderà in questo cammino. Le varie tappe del viaggio sono già tutte programmate e in ognuno dei comuni toccati Loperfido riceverà ospitalità per la notte  e un pasto caldo.

 

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Il giovane ha deciso di realizzare, con la collaborazione di altri professionisti e appassionati, l’avventura alla riscoperta degli antichi sentieri della Tuscia per lanciare il progetto ‘Ammappalitalia’, un modo per riscoprire e condividere attraverso il sito www.ammappalitalia.it antichi tracciati, in parte perduti, custodi di paesaggi e sensazioni che rischiano di essere persi per sempre senza un importante lavoro di riscoperta. Siamo stati i primi  a raccontavi questa storia che nel frattempo ha già fatto abbastanza strada, finendo addirittura sulle frequenze di Radio Deejay, all’interno della trasmissione Tropical.

 

 

Loperfio ha in programma anche tutta una serie di incontri nelle varie tappe del viaggio che sta intraprendendo. Non resta che seguire questa storia fatta di polvere, fatica e poesia.

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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