Iniziata la rimozione del Ghetto: rimosso (solo) perché abusivo
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Soddisfatto ma perplesso l’ex sindaco di Viterbo Giulio Marini che molto aveva insistito per far riconoscere al Comune l’abusivismo dell’insediamento e la non dignità dell’accoglienza predisposta in quello che è stato definito da noi come un ghetto.

All’Ex fiera di Viterbo sono iniziati i lavori di smantellamento del ghetto. Sono stati rimossi una gran parte dei container nei quali vivevano 56 migranti. Molti di loro sono stati ricollocati tra gli altri centri di accoglienza aperti nella provincia, in alberghi o case.

Il Comune di Viterbo aveva chiesto alla Prefettura di rimuovere “l’accampamento” in quanto abusivo. Secondo però il viceprefetto Salvatore Grillo sono stati rispettati gli impegni presi con la città. Grillo infatti aveva sostenuto che il campo sarebbe rimasto aperto solo pochi mesi.

“Come da impegni presi con la città – ha spiegato al Messaggero di Viterbo – stiamo dismettendo il centro di accoglienza temporaneo all’ex fiera di Viterbo. In queste ore stiamo portando via 11 container. I rimanenti ospitano i 12 immigrati ancora presenti, ma le operazioni andranno avanti”.

Soddisfatto ma perplesso l’ex sindaco di Viterbo Giulio Marini che molto aveva insistito per far riconoscere al Comune l’abusivismo dell’insediamento e la non dignità dell’accoglienza predisposta in quello che è stato definito da noi come un ghetto. “L’hanno dismesso – ha detto – perché abusivo e non perché non rispettava la dignità delle persone e questo dice tutto”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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