Il genio artistico di Gian Maria Cervo scelto per la comunicazione di Versace
Foto Gianmaria Cervo
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Questo viterbese è amico di premi Nobel, drammaturgo rappresentato a Shangai, in mezza Europa e perfino in Russia.

ROMA – Da 29 anni realizza a Viterbo un festival d’eccellenza che va sotto il nome di Quartieri dell’Arte. Come drammaturgo è conosciuto praticamente in tutto il mondo e può vantare relazioni e contatti con super-big della cultura internazionale. Vi siete mai chiesti come mai il premio Nobel per la letteratura Jon Fosse sia venuto a prendere la cittadinanza onoraria di Viterbo la scorsa primavera? Perché è amico di un viterbese e ha rappresentato diversi suoi lavori proprio a Viterbo negli anni passati proprio all’interno di Quartieri dell’Arte.

Questo viterbese è amico di premi Nobel, drammaturgo rappresentato a Shangai, in mezza Europa e perfino in Russia. Così un lunedì pomeriggio di fine settembre può capitare di scrollare Instagram, incappare nella pagina di Versace, sì Versace, e vedere un post con scritto “Versace Embodied – a preview of ‘Egg’, a film by Bruce LaBruce e Gian Maria Cervo”.

Così lo chiami, perché se non è notizia questa non lo è neanche quella dei turchi, e lui già ride perché ha capito. Basta chiedergli “è vero?”. E lui ti butta là, come se ti stesse dando la ricetta di un club sandwich banale, una risposta tipo: “Cosà? La roba di Versace? Sì siamo stati scelti tra una trentina di artisti internazionali per la comunicazione del brand”.

Di che progetto si tratta? L’Officiel lo ha raccontato esattamente così: “La casa di moda fondata da Gianni Versace inaugura un progetto culturale battezzato Versace Embodied che si configura come un percorso di esplorazione, capace di raccontare la legacy di Versace attraverso le persone, i luoghi e i simboli che incarnano i valori del brand. Non una campagna tradizionale, ma un dialogo con figure creative e collettivi che influenzano la cultura contemporanea, offrendo nuove chiavi di lettura dello spirito Versace rimanendo fermi sul presente.

Il progetto, diretto creativamente da Dario Vitale, prende la forma di capitoli che intrecciano fotografia, poesia, arte, musica e cinema con materiali d’archivio, generando una narrazione che va oltre i codici estetici consolidati. Al centro, l’idea di forza, rigore e sensualità come valori imprescindibili della maison, rielaborati attraverso linguaggi visivi e performativi che mettono in risalto l’intensità delle emozioni, superando barriere di età, genere e appartenenza culturale”.

E quindi Versace per comunicarsi sceglie Gian Maria Cervo, meglio: un lavoro di Gian Maria Cervo. E tutto questo, anche il suo nome oltre alla sua opera creativa, viene diffuso sui canali di comunicazione della maison in tutto il mondo. E allora, per vezzo, siamo andati a vedere bene quanti follower ha la pagina Instagram di Versace: 29 milioni e 600mila. Da rimanere pietrificati, come davanti a Medusa.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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