Il funerale di Nadia Benedetti, il Vescovo: “Condanniamo ogni violenza, servono accoglienza e dialogo”
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“La goccia spacca le pietre, non con la violenza ma cadendo ripetutamente. Se tutti, ciascuno di noi perché siamo tutti coinvolti, portiamo la nostra goccia allora possiamo pensare a un mondo migliore e il sacrificio di Nadia allora non è stato vano".

Oggi i funerali in forma privata di Nadia Benedetti. Alla Trinità questa mattina l’ultimo saluto all’imprenditrice viterbese morta per mano di un commando di terroristi a Dhaka, in Bangladesh. Le esequie sono state officiate dal vescovo di Viterbo Lino Fumagalli che parlato anche ai terroristi: “Una preghiera anche per loro affinché cambino atteggiamento e abbandonino la violenza”.

Il vescovo ha chiesto il perché di “tanta atroce follia” e ha detto che “nessun valore può essere nutrito così. Dobbiamo condannare ogni violenza in risposta agli attentati. Serve una battaglia culturale per arrivare a una sintesi di ideali e comportamenti condivisi. Una battaglia nelle quali vincano le ragioni del dialogo e della fratellanza, gettando ponti con i paesi lontano per avere rapporti positivi e proficui”.

Una battaglia cultura, lunga ma efficace: “La goccia spacca le pietre, non con la violenza ma cadendo ripetutamente. Se tutti, ciascuno di noi perché siamo tutti coinvolti, portiamo la nostra goccia allora possiamo pensare a un mondo migliore e il sacrificio di Nadia allora non è stato vano. Serve questa rivoluzione dell’accoglienza e del dialogo, ognuno di noi è una goccia che può spaccare la pietra della violenza”.

Durante le esequie, alle quali hanno partecipato qualche centinaia di viterbesi, molti negozianti hanno tenuto le saracinesche abbassate.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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