Il funambolo Paolacci al cinema con Nino Frassica: ecco "Ninna Nanna"
Frassica
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Il giovane viterbese, presidente di Funamboli, è infatti uno dei 4 autori di Ninna Ninna, il film diretto dai registi Dario Germani ed Enzo Russo che uscirà il prossimo 29 giugno in tutta Italia.

Nino Frassica e Francesca Inaudi protagonisti di un film scritto da Sante Paolacci. Il giovane viterbese, presidente di Funamboli, è infatti uno dei 4 autori di Ninna Ninna, il film diretto dai registi Dario Germani ed Enzo Russo che è stato prodotto in Sicilia. Ninna Nanna racconta la storia di Anita, interpretata da Francesca Inaudi, “una donna realizzata, serena, amata e innamorata, una donna normale che è appena diventata mamma. Gioia è il nome della figlia. Ma solo il nome. Perché nella vita di Anita, fin dal primo momento dalla nascita, qualcosa s’incrina. Tanto che ai suoi smarriti occhi, quella bambina diventa solo un piccolo ingrato mostro che minaccia la sua felicità. Una bambina a cui sopravvivere, in un modo o nell’altro”.

Il film, prodotto da Plumeria Film e Jafata, è diretto da Dario Germani ed Enzo Russo, e sceneggiato da Damiano Bruè, Dario Germani, Sante Paolacci ed Enzo Russo. Nel cast troveremo anche Fabrizio Ferracane e Nino Frassica. Il film arriva nei cinema a partire dal 29 giugno.

Insieme a Sante Paolacci hanno lavorato alla sceneggiatura anche Damiano Bruè, Enzo Russo e Dario Germani. Sante Paolacci (nato a Viterbo) lavora tra Roma e Vetralla. Con Funamboli, l’editore di questo giornale, ha prodotto numerose trasmissioni radio su Radio Verde tra cui le celebri Funamboli on-air e Parole Sante.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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