Il frantoio Presciuttini di Montefiascone al campionato olandese della pizza
OLIO
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All’interno della competizione “Sapori e stili d’Italia”  nel castello di De Haar ad Ultrech, in Olanda, era presente una delle eccellenze gastronomiche della Tuscia. L’olio del frantoio Presciuttini di Montefiascone è stato infatti il protagonista del campionato olandese della pizza.

All’interno della competizione “Sapori e stili d’Italia”  nel castello di De Haar ad Ultrech, in Olanda, era presente una delle eccellenze gastronomiche della Tuscia. L’olio del frantoio Presciuttini di Montefiascone è stato infatti il protagonista del campionato olandese della pizza.

L’olio dell’azienda falisca è stato l’ingrediente principe del condimento delle fumanti pizze in concorso nella cittadina olandese in omaggio alla tradizione napoletana e all’amore italiano per la pizza.

“L’unicità di questo prodotto è la raccolta delle olive nelle ore notturne in assenza di luce solare. In questo modo non si attivano i processi di ossidazione e le temperature più basse non innescano processi fermentativi che contribuiscono a mantenere inalterata la migliore qualità del prodotto finale”, queste le parole del titolare dell’azienda Pierluigi Presciuttini. La particolarità dell’olio presentato al concorso infatti, è il meccanismo di spremitura di notte che gli dona un sapore inconfondibile.

Sempre in più occasioni, la Tuscia e le sue eccellenze allargano il raggio d’azione ed esportano la loro genuinità in tutta Europa.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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