
VITERBO – Il “Focarone” di Bagnaia illumina il 2025, la notte di Sant’Antonio è passata, la tradizione è rispettata. La grande catasta di legna ha scaldato migliaia di persone che dal pomeriggio di ieri e fino a tarda notte sono arrivate “in pellegrinaggio” in piazza XX Settembre.
Questo momento di incontro, condivisione e festa continua a vivere. Cambiano i volti dei “focaroli”, cambiano i presidenti, tutto va avanti. Il Sacro Fuoco è come un’elica, avanza e indietreggia, unisce il passato, il presente e il futuro. Una specie di fune, intrecciata continuamente da mani bagnaiole: quelle dei nonni (non a caso il presidente del Comitato li cita con la voce spezzata nel discorso che precede l’accensione), quelle degli attuali membri e quelle dei focaroli che verranno domani. Ogni volta che la catasta di legna, un vero capolavoro, brucia è come se si segnasse un momento su questa fune che supera il tempo e lo congiunge.
La comunità, il senso di appartenenza e la straordinarietà di questa tradizione sono state sottolineate ieri nei discorsi della sindaca Chiara Frontini e del vescovo Orazio Francesco Piazza. Entrambi hanno guardato con attenzione ed entusiasmo ai giovani del Comitato Sacro Fuoco, li hanno abbracciati con parole di affetto e di speranza.
Intorno alle 19 il momento forse più importante e liberatorio: l’accensione. Il fuoco è stato portato dentro alla catasta e il fumo ha iniziato a salire nel cielo di Bagnaia. Tutto il resto è balli, divertimento, amici che ci rincontrano e un nuovo momento di festa da ricordare.


















