Giorgio Agamben in visita a Viterbo
Giorgio Agamben
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Sarà a Viterbo per una conferenza dal titolo 'Dalla memoria all’amicizia', pensata in esclusiva per la Biblioteca.

BIBLIOTECA – Venerdì 15 maggio: il filosofo Giorgio Agamben a Viterbo per una conferenza pensata in esclusiva per la Biblioteca Consorziale
Domani, venerdì 15 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà a Viterbo il filosofo Giorgio Agamben per una conferenza dal titolo Dalla memoria all’amicizia, pensata in esclusiva per la Biblioteca.

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la sede della Biblioteca Consorziale nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

L’AUTORE

Giorgio Agamben ha insegnato in università italiane e straniere e la sua opera è tradotta in molte lingue. Tra i suoi libri ricordiamo l’edizione integrale di “Homo sacer” (Quodlibet 2018) e, presso Einaudi, “Stanze. La parola e il fantasma nella cultura occidentale” (1977, 1993 e 2011), “Infanzia e storia. Distruzione dell’esperienza e origine della storia” (1978 e 2001), “Il linguaggio e la morte. Un seminario sul luogo della negatività” (1982 e 2008), “La comunità che viene” (1990), “Homo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita” (1998 e 2005), “Studiolo” (2019), “La follia di Hölderlin. Cronaca di una follia abitante” (1806-1843) (2021), “Pinocchio. Le avventure di un burattino doppiamente commentate e tre volte illustrate” (2021), “L’irrealizzabile. Per una politica dell’ontologia” (2022), “Quel che ho visto, udito, appreso…” (2022), “Filosofia prima filosofia ultima. Il sapere dell’Occidente fra metafisica e scienze” (2023), “La mente sgombra. Profanazioni. Nudità. Il fuoco e il racconto” (2023), “Il corpo della lingua. esperruquancluzelubelouzerirelu” (2024), “La lingua che resta. Il tempo, la storia, il linguaggio” (2024) e “Alla foce” (2025)

IL LIBRO

Giorgio Agamben, Amicizie, Einaudi

«È piú semplice definire l’amore che l’amicizia, più facile dire «ti amo» sembrando sinceri, che dire «ti sono amico» senza che il sospetto dell’impostura adombri le nostre parole. Per questo, la sola definizione dell’amicizia che mi pare accettabile è quella antica, che vede nell’amico un “alter ego”, un altro io – cioè qualcuno che rende amabile e grata la cosa più odiosa: il nostro io […] E proprio perché – come la vita – è in qualche modo sempre insieme esaustiva e incompiuta, puntuale e manchevole, l’amicizia esige la nostra testimonianza».
Attraverso diciassette brevi, folgoranti ritratti, Giorgio Agamben evoca il ricordo degli amici che hanno lasciato un segno indelebile sulla sua vita e sulla sua persona.

L’incontro sarà anche trasmesso in diretta sul canale YouTube della Biblioteca:
https://www.youtube.com/@bibliotecaconsorzialeviterbo

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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