Il film "Troppa grazia" fa tappa alle Officine del gusto
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Un film girato praticamente tutto nella Tuscia. Si tratta di "Troppa grazia", diretto e sceneggiato da Gianni Zanasi, che ha come protagonisti Elio Germano, Alba Rohrwacher e Giuseppe Battiston. L'altra sera, diverse scene di interni sono state girate presso il ristorante Officine del Gusto in Viale Capocci, scelto dopo una lunga selezione per la particolarità della location

Un film girato praticamente tutto nella Tuscia. Si tratta di “Troppa grazia”, diretto e sceneggiato da Gianni Zanasi, che ha come protagonisti Elio Germano, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Carlotta Natoli e Hadas Yaron. La lavorazione della pellicola è cominciata ai primi di agosto in varie zone della provincia viterbese con una puntata anche a Tarquinia. L’altra sera, diverse scene di interni sono state girate presso il ristorante Officine del Gusto in Viale Capocci, scelto dopo una lunga selezione per la particolarità della location.

Top secret la trama, ma qualche anticipazione è stata fornita dallo stesso regista modenese che ha al suo diversi premi e riconoscimenti di caratura nazionale: il suo cortometraggio “Le belle prove”, che rappresenta l’esordio dietro la macchina da presa, venne premiato al Festival cinematografico di Torino, poi Zanasi partecipa al Festival di Cannes con “Nella mischia”. L’exploit vero e proprio nel 1999 a Venezia, alla Mostra cinematografica, in cui presenta “Fuori di me”, ma anche “A domani”, entrambi in concorso. Nel 2007 sempre a Venezia Zanasi vince il Premio Pasinetti del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici e altri premi come miglior film per “Non pensarci”, nell’ambito delle Giornate degli autori-Venice Days. L’ultima fatica cinematografica “La felicità è un sistema complesso” del 2015.

Protagonista della storia una giovane donna con una figlia adolescente che mantiene da sola lavorando in uno studio di architettura. Quando Lucia (interpretata da Alba Rohrwacher) deve fare una perizia su un terreno scopre che qualcosa non torna. “Un film – si legge nella sinossi – sul coraggio di lottare di una donna bella e sensibile, che fa riflettere e lascia il segno nella coscienza dello spettatore, racconta la forza di combattere di un’eroina che non si arrende davanti a niente e alla fine riesce a salvare la bellissima valle in cui è cresciuta”.

Le riprese di “Troppa grazia”, prodotto da Pupkin Production e RAI Cinema, dovrebbero concludersi entro la fine del mese; molti i luoghi scelti dal regista per girare diverse scene in esterno, a cominciare dall’Università della Tuscia dove in luglio, presso la Sala Mostre, è stato effettuato il casting per la scelta delle comparse. Nelle sequenze girate l’altra sera presso “Officine”, che ha preparato alcune pietanze per le esigenze di scena, è stato coinvolto anche il personale di sala e della cucina. Il film dovrebbe arrivare nelle sale tra la fine dell’anno e i primi mesi del 2018.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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