Il Festival Barocco sbarca a Grotte di Castro
Chiesa Grotte di Castro
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L’ingresso è libero, e le prenotazioni sono disponibili al numero +39 328 1174564. L'invito degli organizzatori è quello di passare un pomeriggio di emozioni, tra musica e storia. Lasciatevi coinvolgere da VOCI UMBRE, dove ogni nota racconta una storia senza tempo.

GROTTE DI CASTRO – Il Festival Barocco Alessandro Stradello di Viterbo sbarca nel nord della Tuscia a Grotte di Castro, in una delle chiese barocche più affascinanti del nostro territorio.

Palcoscenico dell’evento sarà la Basilica Santuario di Maria Ss.ma del Suffragio, dove si respirerà un’atmosfera unica e magica, venerdì 19 settembre alle ore 18.30. Non è solo un concerto; è un viaggio attraverso le note e le storie che uniscono l’Alto Lazio e l’Umbria.

L’evento “Voci umbre” celebrerà con stornelli e melodie della tradizione umbra, portando alla luce le radici culturali e le emozioni che ci legano a queste terre. I SONIDUMBRA, con la loro straordinaria alchimia, daranno vita a un’esperienza indimenticabile. Barbara Bucci, con la sua voce e le percussioni, Marco Baccarelli, maestro dell’organetto, e Gabriele Russo, polistrumentista d’eccezione, ci guideranno in un abbraccio sonoro, attingendo alla ricchezza della tradizione popolare.

L’ingresso è libero, e le prenotazioni sono disponibili al numero +39 328 1174564. L’invito degli organizzatori è quello di passare un pomeriggio di emozioni, tra musica e storia. Lasciatevi coinvolgere da VOCI UMBRE, dove ogni nota racconta una storia senza tempo.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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