Il Fai prende a modello la tomba degli Scudi per il censimento dei “luoghi del cuore”

TARQUINIA - Durante la conferenza di presentazione la necropoli di Monterozzi è stata presentata come un esempio di recupero e valorizzazione culturale.
TARQUINIA – Il Fai sceglie come modello la tomba degli Scudi nella necropoli di Monterozzi, a Tarquinia e lo fa scegliendo questo sito della Tuscia tra i 119 progetti già sostenuti in 19 regioni d’Italia
Tutto questo durante la presentazione del decimo censimento biennale dei Luoghi del cuore, la campagna nazionale per il recupero e la valorizzazione di luoghi “da non dimenticare”.
La responsabile del progetto, Federica Armiraglio, parla dell’intervento effettuato, mostrando le foto prima e dopo il restauro. “La tomba, è fuori dal percorso musealizzato della necropoli e per questo il luogo era rimasto un po’ fuori dalle programmazioni, ma grazie al finanziamento del Fai è stato restaurato e riaperto al pubblico”.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















