"Il dono, non il possesso, è il segreto dell’amore"
Vescovo Orazio Francesco Piazza 01
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"Molto spesso, nella realtà, il desiderio diviene possesso e trasforma l’amore nel suo contrario: egoismo, violenza, prevaricazione, oltraggio. La cronaca quotidiana ne è amara testimonianza".

VITERBO – In queste ore il vescovo Orazio Francesco Piazza ha reso pubblico un suo messaggio di auguri agli innamorati in occasione della festività di San Valentino. Un messaggio forte e intenso, di grandissima attualità, che proponiamo integralmente.

“Una ricorrenza in cui si celebra la bellezza dell’amore e si rinnova l’entusiasmo della vita che, nell’amore, trova senso e slancio vitale. Desidero accompagnare la gioia di questo giorno ed essere accanto al vostro percorso di vita sostenendovi con la preghiera e invocando ogni dono che sia alimento per dare volto e concretezza al vostro amore nella realtà quotidiana. L’amore è il sentiero faticoso, ma esaltante, in cui la persona trova pienezza nella relazione, fonte di vita: impegna nella reciprocità e in essa si realizza.

È necessario aprire gli occhi del cuore sul realismo dell’amore che è passione: desiderio che spinge oltre ogni limite per trovare compimento in ciò che è desiderato; motivazione che spinge a saper portare il peso delle fragilità e difficoltà che nel sentiero della relazione si incontrano, fino al sacrificio di sé. Il realismo dell’amore chiama a saper integrare le persone nella realtà quotidiana ben oltre le visioni patinate, il gossip che si fa maestro di vita, le scorciatoie illusorie che offrono surreali antidoti e, confondendo destino e destinazione, inducono ad affidarsi a suggestioni incerte più che alla propria consapevolezza nel vivere.

L’amore da celebrare con entusiasmo e gioia, più che commerciale, deve essere reale: amatevi con i fatti e nella verità. I fatti sono i segni concreti in cui l’amore trova la sua esaltante forma quotidiana, proprio perché faticosa da realizzare, e chiede passione per dare volontà al cuore nel desiderio di comporre insieme la trama della vita nella sua essenzialità. Molto spesso, nella realtà, il desiderio diviene possesso e trasforma l’amore nel suo contrario: egoismo, violenza, prevaricazione, oltraggio. La cronaca quotidiana ne è amara testimonianza.

La verità dell’amore chiama, invece, a realizzarsi, con passione, in una relazione che è rispetto, stima, comprensione, disponibilità, pazienza e accoglienza, soprattutto tra le fragilità e le difficoltà. Proprio in esse, come dono, rivela la sua sorprendente forza e bellezza. Invito a vivere con gioia, con i fatti e nella verità, l’entusiasmo di rinnovare questa volontà di dare all’amore le sue autentiche motivazioni, soprattutto se costa sacrificio. Senza amore non si può vivere: l’impegno quotidiano nel tessere la relazione è il cantiere in cui alla vita, con ogni sforzo, si dona il volto della reciprocità che è la sua vera pienezza.

Un caro augurio a tutti nel realismo di un amore che chiama ad essere lucidamente ancorati nel cuore della vita, mai da soli o solo per sé stessi. Non vi è gioia più grande che vedere brillare negli occhi dell’altro la luce dell’amore come dono e come bene. Il dono, non il possesso, è il segreto dell’amore”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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