Il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci in visita alla mostra a palazzo dei papi
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Oltre settemila visitatori per la mostra 'Immagini della Vergine', dal 17 dicembre a palazzo papale. Oggi la visita del direttore dei Musei Vaticani.

Dai musei Vaticani alla città dei papi. Questa la giornata di Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, che ha fatto visita come promesso alla mostra ‘Immagini della Vergine’. Mostra, dal 17 dicembre ospitata a palazzo dei Papi, organizzata dalla diocesi di Viterbo, dalla soprintendenza Beni artistici del Lazio e dalla fondazione Carivit.

La mostra, in un mese di apertura ha già registrato più di settemila visitatori, per la stragrande maggioranza turisti in visita alla città e alla mostra stessa. La presenza di Paolucci aggiunge sicuramente una nota di prestigio in considerazione della sua statura artistico-culturale, che proprio stamani ha inaugurato con una lectio magistralis il nuovo corso di restauro al dipartimento e Scienze dei beni culturali dell’Università della Tuscia.

Paolucci, uno degli studiosi italiani più quotati a livello mondiale, è una vera autorità nel campo storico-artistico e autore di numerose pubblicazioni, già direttore del polo museale fiorentino.

Ad accogliere il professore, il vicario generale della Diocesi don Luigi Fabbri, Santino Tosini, direttore ufficio Beni culturali, don Roberto Bracaccini, segretario del vescovo Lino Fumagalli, don Emanuele Germani, direttore ufficio comunicazioni sociali, Luciano Osbat, direttore del centro diocesano di documentazione.

Paolucci ha ammirato i dipinti, soffermandosi in particolare su quelli del tutto sconosciuti ed esposti per la prima volta: ‘la Madonna con il bambino’ e ‘i santi Giovanni Battista e Sebastiano’ di Palma Il Giovane e ‘il trasporto della Santa Casa’ di Ludovico Mazzanti. Ha visitato poi gli altri ambienti del palazzo papale, il centro diocesano di documentazione, il museo Colle del Duomo e la chiesa cattedrale.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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