Il diario della costruzione della Macchina (decine di foto)
Gloria Bruno
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In queste ore di attesa, ma anche subito dopo il trasporto vi invitiamo a ripercorrere i giorni della costruzione di Gloria. Un diario per capire tutto quello che sta dietro alla festa.

Per la prima volta quest’anno è stata raccontata la costruzione della nuova Macchina di Santa Rosa. Un lavoro costruito da Bruno Pagnanelli, che si è occupato delle foto e dei testi.

Ma non è stato un lavoro, è stato un racconto. Il racconto di un uomo che entra dentro al trasporto e racconta la storia di un parto. A mettere il seme ci ha pensato Raffaele Ascenzi, tutto è stato cullato “nell’utero” digitale di Luigi Vetrani.

A far venire Gloria al mondo ci hanno pensato le mani grandi di Vincenzo, Mirko, Alessio, Stefano Fiorillo e di tutto il team di Edilnolo. Su La Fune vi abbiamo proposto, passo dopo passo, il diario della Macchina. Vi invitiamo a riguardarlo mentre pensate a questa sera, mentre state aspettando che Gloria passi davanti a voi. Ne vale la pena. Qui a fianco lo troverete tutto, giorno dopo giorno.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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