Il degrado non lascia in pace i viterbesi, neanche da morti. Viaggio 5 Stelle a San Lazzaro
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I Cinque Stelle hanno fatto "un viaggio" all'interno del cimitero viterbese di San Lazzaro. Hanno riscontrato scarsa custodia, degrado e la presenza di una bara, pare con tanto di cadavere dentro, all'aria.

Degrado, sporcizia, manutenzione molto carente, e bare a vista; sì avete capito bene: esposta alle intemperie c’era una bara semidistrutta. Tra le macerie di un monumento funebre, evidentemente collassato sotto il peso del tempo o magari di qualche albero crollato di recente. La denuncia dello stato del cimitero viterbese di San Lazzaro arriva dal Movimento Cinque Stelle.

“Abbiamo interpellato – scrivono i Cinque Stelle – un esperto del settore che, visionate le foto, ha affermato che dentro la bara c’è sicuramente il corpo e questo si evince dal fatto che le saldature sullo zinco interno sono intatte. Crediamo che sarebbe opportuno in casi come questo avvisare gli eredi e spostare la salma presso il deposito; certo è che così non può rimanere, sicuramente per motivi igienico sanitari ma soprattutto per rispetto del defunto. Questo è quello che ci è capitato di vedere oggi durante un sopralluogo effettuato grazie a delle segnalazioni di alcuni cittadini che tra l’altro lamentano pure l’assenza cronica dei custodi all’interno del cimitero di Viterbo. La cosa è infatti facilmente verificabile visto il cartello posto fuori l’entrata della guardiola, il quale recita testualmente: “per il custode rivolgersi presso l’ufficio del nuovo cimitero”.

Non sappiamo quali siano i motivi che hanno portato a lasciare totalmente sprovvisto di sorveglianza il San Lazzaro; mancanza di personale, un’ondata improvvisa di influenza, o…? Fatto sta che i custodi lì non ci sono e sculture, opere d’arte (anche di artisti famosi che andrebbero salvaguardate e che “forse” sarebbe bene sorvegliare) sono lasciate potenzialmente alla mercè di chiunque.

Abbiamo constatato inoltre come vi sia una carente manutenzione anche nei vialetti, dove cumuli di foglie e aghi di conifera attendono languidamente di essere rimossi e chiusini per lo smaltimento delle acque sono otturati dal fogliame non più in grado di svolgere la loro primaria funzione.

Tra l’altro abbiamo assistito allo svuotamento di alcuni cassonetti di rifiuti da parte degli addetti; come da verifica, all’interno dei contenitori vengono  gettati rifiuti di ogni genere: organico, plastica, carta; evidentemente qui la raccolta differenziata non è ancora arrivata. I morti di sicuro non protesteranno, ma il rispetto che gli si deve e forse magari anche una particolare attenzione all’aspetto igienico sanitario della cosa, vista anche la stagione estiva e il caldo ormai alle porte, oltre che al decoro mancante e che ci si aspetterebbe in questi luoghi, dovrebbero essere sufficienti a chi di competenza per attivarsi con sollecitudine per risolvere l’incresciosa situazione”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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