“Il cuore nel Peperino”. Una passeggiata notturna alla scoperta di Pianoscarano
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VITERBO- L'appuntamento è per oggi, venerdì 20 settembre alle 21, a porta San Pietro.

VITERBO – Venerdì 20 settembre alle 21, la pro loco di Viterbo, all’interno del programma di iniziative “Viterbo racconta”, proposto per il settembre viterbese promosso del comune di Viterbo, presenta “Il cuore nel Peperino”, una passeggiata in notturna alla scoperta e riscoperta di Pianoscarano.

Dal Medioevo al tragico crollo delle mura del 1997, una storia millenaria costellata di eventi importanti per l’intera città: scorribande plurisecolari relative a torri, porti delle mura, chiese, case, strade, vicoli, piazze, fontane, che hanno avuto come protagonisti i nostri avi e Papi, principi, pellegrini, imperatori.

“Pianoscarano, quella contrada che è rimasta sempre quale deve essere stata in origine – così Andrea Scriattoli, storico viterbese – stigmatizzava nei primi del ‘900 questo quartiere di Viterbo da sempre connotato da una specifica tempra; un quartiere vivo, vivace, colorato, ultimo baluardo della viterbesità più autentica, che nei secoli ha saputo cambiare, trasformarsi, avendo però cura di non tradire mai se stesso. Grazie a don Dante, il parroco di Pianoscarano, che ringraziamo per la solita ma per noi mai scontata disponibilità, ammireremo, aperta straordinariamente in notturna, la chiesa di Sant’Andrea e la sua bellissima cripta. Appuntamento per la partenza della passeggiata notturna alle 21 a porta San Pietro, nella nostra sede”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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