Il cuore di Santa Rosa benedice la città in volo su un elicottero dell'Esercito

SPECIALE SANTA ROSA - Il cuore di Santa Rosa in volo nei cieli del capoluogo su un elicottero dell'Aviazione dell'Esercito. L'elicottero ha anche fatto un inchino nel momento del sorvolo sopra Gloria.
SPECIALE SANTA ROSA – Il cuore di Santa Rosa in volo nei cieli del capoluogo su un elicottero dell’Aviazione dell’Esercito. L’elicottero ha anche fatto un inchino nel momento del sorvolo sopra Gloria.
Il reliquiario con il cuore è stato portato direttamente dal vescovo Orazio Piazza. A bordo del mezzo anche suor Francesca Pizzaia del Monastero di Santa Rosa, il sindaco di Viterbo Chiara Frontini e il presidente del Sodalizio dei Facchini Massimo Mecarini.
L’elicottero ha sorvolato anche le frazioni viterbesi di Grotte Santo Stefano, Bagnaia e San Martino ed è passata su Vitorchiano, luogo della vita di Rosa.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

















