Il critico Massimo Onofri: "Caffeina festival dell'incultura e della bruttezza. Misurano il loro peso politico"
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"La peggior fuffa televisiva [...] se li leggano loro. Dubito, peraltro, che l'abbiano mai fatto o che lo faranno prima di presentarli. [...] I Festival stanno distruggendo quel che resta del pensiero letterario".
Massimo Onofri

“Caffeina è diventato il Festival dell’incultura e dell’incuria, della bruttezza e dell’assoluta confusione concettuale”. Massimo Onofri affonda il coltello sul suo profilo Facebook dopo l’annuncio dei Big di Caffeina (tra gli altri Grossman, Mentana, Guccini, Pelù, Feltri, Cristicchi, Solenghi). Il critico letterario viterbese ci va giù pesante criticando duramente il Festival e i suoi organizzatori. “Se questi sono i big di Caffeina -e cioè la peggiore fuffa televisiva– siamo messi proprio bene a Viterbo”.

Caffeina, poi, sarebbe diventato chiassoso e volgare. “All’inizio c’era una bella e nuova idea di abitare Viterbo l’estate. Un’intuizione notevolissima. Ma ora è diventata un calderone: che mi preoccupa e irrita. Il fatto è che manca loro proprio un’idea di cultura: mancano le basi e gli studi, la sensibilità e l’intelligenza critica. Senza la minima consapevolezza critica di quello che si va facendo, ma solo performativa, di occupazione dello spazio e del tempo. Che orrore. Meglio le più oneste sagre. Meglio le fiere: là dove, almeno, tutti sanno quello che stanno facendo. E infine sono precipitati nell’ansia di dimostrare solo una vertiginosa audience, anche per misurare il loro peso politico”.

E ancora: “Pelù e Guccini, Cristicchi e Solenghi, se li leggano e godano loro, i caffeinomani. Dubito, per altro, che l’abbiano mai fatto o che lo faranno prima di presentarli”. Sono “tutti grandi giornalisti e cantautori che si son messi a scrivere libri. Per uccidere la lettura e i libri. Da Italia Uno a Viterbo con furore. E un bel boccale di birra per tutti. La lettura ha bisogno di silenzio. I festival, in Italia e nel mondo, stanno distruggendo quel che resta del pensiero letterario”. E a proposito di cibo e bevande, la domanda agli organizzatori: “perché non vi mettete in proprio a produrre birra, invece di spendere danaro pubblico e privato per vedere roba già vista e sopportata su Italia Uno?”

 

Chi è Massimo Onofri

È un saggista e critico letterario italiano. È professore di critica letteraria e letteratura italiana contemporanea all’Università di Sassari. Ha pubblicato prefazioni, saggi e articoli dedicati, a Pirandello, Borgese, Brancati, Sciascia,Fiore, Bufalino, Consolo, Bertolucci, Giudici, Mario Soldati, Lalla Romano e Celati. Già redattore di “Nuovi Argomenti”, esperto di letteratura siciliana, è stato autore di numerose opere di saggistica. Collabora con L’indice dei libri del mese, coi quotidiani Avvenire e La Stampa, con i quotidiani regionali del Gruppo Editoriale L’Espresso.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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