Il Cristo Redentore di Bassano Romano di Michelangelo strega i Capitolini
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Bassano Romano conserva una delle opere di Michelangelo che più sta attirando l'interesse nella mostra sull'artista in corso ai Musei Capitolini.

Il Cristo Redentore di Bassano Romano entusiasma gli appassionati di Michelangelo in visita alla mostra sull’artista, in corso presso i Musei Capitolini (fino al 14 settembre). Si tratta di un’opera in marmo che ha la sua sede naturale all’interno del monastero di San Vincenzo, trasportata a Roma per ‘Michelangelo, 450 anni dopo’. Un’esposizione sul grande genio del Rinascimento italiano, che con Viterbo ebbe diverse frequentazioni.

Usava venirsi a curare presso le terme viterbesi e frequentava il circolo degli Spirituali attivo in città. Il blocco marmoreo, scolpito dal genio di Michelangelo, ha conquistato anche una menzione speciale all’interno della rivista nazionale Focus Storia, che ha messo in evidenza proprio ‘Il Cristo redentore’ come uno dei pezzi più significativi tra quelli presentati ai Capitolini. 

Non un dato da poco se si considera che sono mostrati al pubblico opere provenienti dal British Museum di Londra, capolavori concessi dai Musei Vaticani, dagli Uffizi e dall’Albertina di Vienna. Un’altra prova che nella Tuscia si trovano, e spesso sono piuttosto nascosti, tesori sorprendenti.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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