Il corpo ritrovato sull'Aurelia è di un 43enne romeno
Blitz Carabinieri
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MONTALTO DI CASTRO - L'investitore, un uomo di 58 anni di Civitavecchia, si è costituito ai carabinieri della caserma di Civitavecchia nella serata di domenica. E' accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso. 

MONTALTO DI CASTRO – Il corpo dell’uomo ritrovato nel pomeriggio di domenica senza vita sull’Aurelia è di un 43enne romeno, impiegato in una ditta edile di Montalto. 

Gli ultimi a vederlo in vita alcuni suoi connazionali con cui era stato a pranzo. Stava percorrendo a piedi l’Aurelia quando è stato investito da un veicolo al chilometro 113. L’uomo sarebbe stato sbalzato, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nell’altra corsia e qui travolto da molti altri mezzi in transito. Sarebbero stati proprio degli automobilisti ad avvertire i carabinieri che, giunti sul posto, non hanno potuto fare altro che prendere atto della morte. 

L’investitore, un uomo di 58 anni di Civitavecchia, si è costituito ai carabinieri della caserma di Civitavecchia nella serata di domenica. E’ accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso. 

 

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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