Il Corner del Professore - Viterbo città di escort
Foto Della Rocca Giulio
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Cercando “Viterbo la città con più escort” Google trova 3.270.000 file in 0,32 secondi.

IL CORNER DEL PROFESSORE – Cercando “Viterbo la città con più escort” Google trova 3.270.000 file in 0,32 secondi. Recentemente, in una intervista sui canali social di Tuscia in fiore, il dottor Stefano Scatena, noto psicologo viterbese, ha riportato che una recentissima ricerca condotta dall’università La Sapienza indica Viterbo come la città con maggiore numero di escort per abitante. Addirittura ci sarebbero anche escort maschi.

Le statistiche sono fotografie della società. Non video, niente è fermo, tutto può cambiare ma anziché essere nota per i festival e la macchina di Santa Rosa, siamo la città con maggiore numero di macchine e di escort per abitanti.

Mi viene in mente un giornaletto di 40 anni fa: “Donne e motori, gioie e dolori.” Un mio amico ne era affascinato e lo comprava in edicola appena uscito. Vi ricordate delle edicole? Il mondo è cambiato ma a Viterbo non per il meglio. Una cugina ha indicato come “generose” le professioniste dell’amore. Logica ineccepibile ma segno di qualcosa che non va.

Lo psicologo, nell’intervista, consiglia di uscire di casa, socializzare, lasciare il telefono spento e cercare contatti umani. Pressato sul concetto di felicità, ci ha spiegato che non ci sono segreti: dal tempo degli antichi greci è chiaro che dobbiamo conoscerci per capire il “diavolo” che tutti abbiamo dentro e trovare la maniera di soddisfarlo senza ledere noi stessi e le persone intorno.

Il dottore parla di trasgressioni come momenti importanti e io aggiungo complicità con il nostro partner. Dal numero di escort per abitanti e di macchine, sembrerebbe che il diavoletto viterbese abbia bisogno di sesso a pagamento e di una macchina per arrivare sotto la casa della professionista. Questo non è il problema: è un sintomo.

Alla radice c’è la frustrazione ormai diventata atavica. Non ci arrabbia più di fronte al telegiornale o con la politica. Siamo assuefatti nonostante siamo il popolo che ha inventato il Rinascimento. Siamo ancora i romani che hanno conquistato il mondo anche se passiamo più tempo sui social che a chiamare un amico. Non possiamo appiattirci o accettare tutto. In quel caso il diavoletto diventa molto stupidino e si accontenta dell’amore mercenario e della macchina nuova.

Al contrario dobbiamo sognare e costruire, pianificare e creare. La proposta di neo rinascimento del XXI secolo non può essere accolta con un sorriso rassegnato. Deve essere lo sprono a cambiare e tornare noi stessi. Siamo creativi, siamo stati navigatori… non di internet. Non possiamo accontentarci più dell’aperitivo del venerdì come del punto alto della settimana. I tre giorni in B&B in Europa vanno bene se al ritorno vogliamo costruire qualcosa meglio di quanto visto.

Possiamo rendere la nostra città bella, pulita e attraente. Possiamo imparare a suonare uno strumento da grandi. Possiamo far diventare realtà un’idea pazza che ci gira in testa da sempre. Un nuovo contenitore per l’olio? Una maniera per pulire i metalli? Qualcosa di difficile o anche impossibile. L’importante è sognare… oppure amore a pagamento e la nuova macchina sotto il sedere che prima o poi ci porteranno via quando è parcheggiata illegalmente sotto casa della escort.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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