

IL CORNER DEL PROFESSORE – La Tuscia è… Molti anni fa, circa 40, Paulo Delazari, in Messico durante una esperienza di quelle che segnano la vita scopre un dipinto di Santa Rosa da Viterbo. Resta illuminato. Molti anni dopo, ormai stabile residente degli Stati Uniti, decide di andare a vedere da vicino sia Santa Rosa che Viterbo.
Al primo seguono 6 viaggi in terra di Tuscia. Senza che anche glielo chieda afferma: “A Viterbo sto benissimo, mi sento a casa. Il cibo è buonissimo e la qualità della vita è altissima. E’ vicino all’aeroporto, all’ospedale e a tutto il mondo”.
Un mio amico, Raffaele Sciglieri, che lavora per la Frimm, uno dei nuovi negozi di via Garibaldi a Viterbo, lo incontra in occasione dell’ultimo Trasporto della Macchia di Santa Rosa, quella nuova, Deis Natalis. Chiacchierano un po’ e gli dà il mio numero. Lui torna a Long Beach e
mi chiama. Di mio sogno molto ma dopo una lunga conversazione con Paulo credo che debba sognare ancora più in grande perché tutto quello che provo a dire tutti i giorni è precisamente quello che sta spingendo il signor Delazari a trasferirsi in pensione a Viterbo.
E’ chiaro che con quello che a Long Beach, forse, potrebbe comprare un garage, a Viterbo comprerà un appartamento su due piani, tre camere e due bagni. Ma potrebbe andare ovunque: ha un fratello in Sardegna, amici in Veneto, la terra del prosecco che gradisce molto, eppure preferisce Viterbo.
Vuole passare almeno 6 mesi all’anno nella città che tengo stretta al cuore. Lo capisco benissimo. Lunedì 14 ottobre sui canali social di Tuscia in Fiore e La Fune, ho fatto una diretta in inglese con Roy Heffner e Walter Bianchi, entrambi americani pensionati che hanno scelto la Tuscia: Villa San Giovanni in Tuscia il primo e Bracciano il secondo, per vivere.
Abbiamo parlato proprio di questo. Della infinita potenzialità attrattiva che la nostra terra ha su chi ama vivere bene e mangiare meglio.
Ancora una volta dobbiamo ringraziare Santa Rosa per questo miracolo ma non è il solo. La mia amica Mariapace Giannotti mi racconta di europei che si sono trasferiti a Bolsena e Daniele Agulli mi racconta di una comunità di svizzeri da poco arrivati a Civitella D’Agliano.
Da quello che mi dice Andrea Sterpino, del Ristorante San Rocco vicino al Borgo Fantasma di Celleno, ormai non si trova più una casa, le hanno comprate tutti gli stranieri. Il nostro destino sembra segnato: non facciamo più figli ma importiamo pensionati. Forse
non è solo per la qualità della vita alta.
La Tuscia è terra di cultura, Tuscia in Fiore, La Fune e tutti i giornali che ne vogliono far parte, per il 2024 lanceranno la persona dell’anno della Tuscia-Cultura. E’ anche eccellenze eno-gastronomiche mitiche. Il Villaggio Tuscia appena nato, sfruttando la popolarità del Professor Nuccio Chiossi, eroe di giochi senza frontiere del 1977, ha iniziato a valorizzare le prime tre eccellenze: L’aglio Rosso di Proceno, la Cannaiola di Marta e le Lenticchie di Onano. Presto arriveremo a tutte le produzioni uniche e peculiari di questa terra. Santa Rosa+ qualità della vita altissima+prodotti eccellenti+cultura= Terra di Tuscia. Se ci credete vinciamo tutte le battaglie.

















