
IL CORNER DEL PROFESSORE – Che governare Viterbo non sarebbe stato facile lo sapevano tutti, compresa l’amministrazione in carica guidata da Chiara Frontini, autrice in passato di ferma opposizione.
Che, come dice il professor Francesco Mattioli, il sistema è reazionario e prova a respingere tutti i tentativi di cambiamento è opinione diffusa e ovviamente confermato dai fatti.
Che candidare Viterbo come Capitale della Cultura Europea del 2033 fosse più un sogno che un
piano è diventato sempre più ovvio con il passare dei mesi. Meglio avere speranza. Ma che per due anni di seguito si dovesse subire il “Gallinaro” a piazza del Comune sotto Natale non solo si doveva evitare ma ancora si può risolvere.
Nello scorso week-end, quello cosiddetto della “Madonna” 7- 8 Dicembre, come tradizione vuole, migliaia di turisti hanno scelto Viterbo. Hanno travato una città, quella che tengo
stretta al cuore, povera ma nobile, un po’ sofferente ma affascinante. Nessuno si è soffermato sulle cicche in terra.
Hanno ammirato tutti le armoniose architetture medievali esaltate dai colori della festa. Purtroppo hanno anche visto il Gallinaro. Ho subito gli strilli dell’assessore Emanuele Aronne per aver posto l’accento su questo obbrobrio. Lui, come gran parte dell’amministrazione Frontini, come quella di Arena o di Michelini, come gran parte dei consiglieri comunali, sono amici con cui è sempre piacevole prendere un caffè.
Ma sia chiaro, nessuno ha imposto loro di fare il politico. Nei giorni scorsi l’assessore al Bilancio, la mia amica Elena Angiani ha dichiarato in consiglio: “Abbiamo un bilancio di previsione che prevede 118 milioni di euro per 2025, 231 milioni per il 2026 e 168 milioni per il 2027”. Ok.
Veramente non riescono a trovare qualche migliaia di euro per esaltare gli scavi? Lo stesso assessore, giustamente, mi dice che ha un problema serio in una scuola per bambini e se riesce a trovare qualche migliaia di euro preferisce spenderli per gli scolari che dare retta a me e al “gallinaro”. Posizione lecita.
Il presidente Reagan, è passato alla storia come il presidente di “and”. Diceva, dobbiamo fare questo “and” quello. Ovviamente anche il mio caro amico, l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Floris, è parte in causa. Trovino i soldi insieme. Non ci riescono? Chiedano aiuto. Hanno paura che dare spazio a qualcuno significhi scontentare altri? L’alternativa è avere per tutte le feste il “gallinaro”?
Almeno io mi sono arreso su Viterbo capitale della Cultura Europa del 2033 ma su questo scempio a piazza del Comune non mi voglio arrendere.
Si contatti il responsabile della sicurezza del cantiere; si trovi un accordo per intervenire prontamente; se i primi due punti non danno risultati si agisca in deroga. Nell’ipotesi del punto terzo e nel perdurare di mancanza di fondi, si chieda ad anima buona di sostenere le spese a scambio pubblicità. Al proposito mi viene in mente Scarpa Mondo della famiglia Pietrini. Meravigliosa realtà imprenditoriale viterbese. Sicuramente più di 40 punti vendita in Italia. Veramente non possono coprire le spese per trovare soluzione al “al gallinaro”? Oppure il gruppo EB di Eleonora Bonucci, oppure …. Ho almeno 20 esempi-soluzioni. E sia, anche me stesso. Sono pronto a spendere per eliminare il Gallinaro.


















