
IL CORNER DEL PROFESSORE – La mia amica Laura Allegrini, consigliera al Comune di Viterbo per la compagine di Fratelli d’Italia, già candidata sindaco alle ultime elezioni comunali del 2022, partecipando al consiglio comunale di martedì 19 novembre 2024, all’interno di un intervento di natura strettamente politica, ha citato il piccolo museo degli anni 80 sito in via Roma numero 2.
Sia chiaro, l’opposizione non solo deve fermamente affermare la propria posizione sia in materie
amministrative che politiche ma deve eticamente stare dalla parte della verità anche se a volte
edulcorata. La consigliera ha affermato che il piccolo museo degli anni 80 è stato affidato a Carlo Cozzi, produttore televisivo e vincitore del Globo D’Oro 2023, assegnato dalla stampa internazionale per il miglior documentario dell’anno, perché candidato nelle liste che hanno supportato l’ascesa al potere dell’attuale maggioranza. Ops. Tutto falso.
Sia chiaro, capisco che, come diceva Andreotti “il potere logora chi non lo ha” ma scivolare sulla
falsità paventando connessioni politiche per attività solo oggetto di volontariato e dove non si paga il biglietto è solo falsità. Non difendo in alcun modo l’operato o le scelte dell’attuale maggioranza.
Il Comune, questa o qualsiasi amministrazione, non ha nulla a che fare con il locale. E’ di proprietà dell’Odine degli Zvvocati di Viterbo, che sensibile allo sviluppo culturale turistico della città lo ha dato in comodato d’uso a Tuscia in Fiore ETS. Carlo Cozzi, che era in lista con Chiara Frontini, ha ricevuto richiesta dall’Ente del Terzo settore Tuscia in Fiore di prestare gratuitamente la propria oggettistica degli anni 80. Questa con i flipper e juke box di Nicola Stabile, partecipano alla realizzazione di un piccolo punto di attrazione per viterbesi, turisti e curiosi.
L’Ente del Terzo Settore Tuscia in Fiore paga la bolletta ed il mitico professor Chiossi tiene aperto quando può. L’Ente del Terzo Settore Tuscia in Fiore, almeno secondo alcuni, è molto attivo da anni ma non ha mai ricevuto soldi, aiuti o sovvenzioni da questa amministrazione. Anzi, per una disputa rifiutò nel 2022 5,000 euro perché umiliato da esito di bando che necessitò di correzioni in corsa. Per il piccolo museo
degli anni 80 l’attuale amministrazione non ha fatto assolutamente nulla.
Il locale all’inizio dei Via Roma attrae continuamente turisti da tutto il mondo, come indiato dalle firme e la provenienza deivisitatori. Io, Giulio Della Rocca, resto esterrefatto dalla leggerezza dell’affermazione. Non ho e non avrò problemi personali con la consigliera Laura Allegrini. Non mi aspetto le scuse delle quali non ho bisogno perché credo lei fosse in buona fede. Ho però enormi e legittimi problemi con una classe politica che spara a zero senza saper distinguere e critica gli investimenti per il marketing territoriale a priori vedi articolo precedente sulle affermazioni di Andrea Micci, Lega.
Il piccolo museo degli anni 80 è il primo in Italia. Si regge sulle spalle di Tuscia in Fiore che non ha nessun contributo dal comune o da chiunque. Il professor Nuccio Chiossi, vice presidente di Tuscia in Fiore, spende il proprio tempo per servire il turismo senza contropartita economica motivato solo dall’amore per Viterbo. Anziché strillare al mondo quanto sia degno di lode e di emulazione il suddetto gruppo di volontari, la mia amica consigliera di opposizione Laura Allegrini, afferma il falso in consiglio comunale. E’ questa la politica viterbese?
Sono addolorato. Voglio bene a Laura ed è sempre un piacere fare due chiacchiere. Ma di sicuro questo tipo di esternazioni non mi spingono a darmi da fare. Tuscia in Fiore è costretta ormai da 3 amministrazioni a proporre in provincia perché, ovviamente, “nemo profeta in patria”. Abbiamo creato una società fallimentare, i nostri giovani non hanno sogni ed i grandi sono frustrati. La politica ha le sue responsabilità. Vediamo cosa farà pubblicamente l’esponente di spicco di Fratelli d’Italia.


















