
VITERBO – Sono l’ultimo a poter parlare, penso non aver comprato un giornale da anni. Non sono certo un uomo di cultura. Ormai solo l’1% della popolazione compra i giornali. Eppure
sentir parlare di edicole in via di estinzione e di Viterbo Capitale della Cultura Europea mi
fa un effetto negativo.
Ci sono tre edicole superstiti nel centro storico e 16 in tutta Viterbo. Ieri sera, mercoledì 20 novembre 2024, la mia amica Letizia Chiatti, consigliere comunale a Viterbo, mi ha portato alla riunione degli edicolanti di Viterbo e Provincia. Debbo dire che come categoria non solo mi stanno simpatici per quello che rappresentano ma saperli al freddo d’inverno e al caldo torrido d’estate dentro una scatola di metallo mi sembrano degli eroi.
Pensate che in pandemia distribuivano le mascherine e i buoni pasto. Ho scoperto molte cose che mi appaiono illogiche. La prima è che tutte le scatole di metallo sono accatastate a spese dei gestori. Capisco che debba essere regolarizzata la loro presenza, forse per prevenire eventuali aperture spontanee. La seconda è che pagano tutti l’IMU. Su questo ho seri dubbi ma forse anche qui qualcuno più intelligente di me potrebbe trovare una logica. Terzo: pagano tutti l’occupazione del suolo pubblico. Ma veramente? Mi sembra che il binomio IMU più suolo pubblico non abbia senso. Quarto: dopo aver accatastato, pagato l’Imu e il suolo pubblico, il Comune potrebbe aderire a un pronunciamento del parlamento europeo e mettere a bando le 16 edicole.
Pensiamoci un attimo: per esempio mi compro un garage e oltre all’IMU debbo pagare anche l’occupazione del suolo pubblico. Capisco benissimo che 16 persone o famiglie non hanno peso elettorale ma la maturità di una società si misura nella cura e protezione delle minoranze fragili.
Se a questo concetto generale di dignità di popolo si aggiunge che Viterbo ha voglia di diventare Capitale della Cultura Europea nel 2033 mi sembra ovvio dover fare qualcosa. Questo è un caso di pubblica virtù e privato egoismo.
Consulto spesso i giornali online perché sono gratis e accessibili la mattina quando sono nel caldo del letto tra le 6:30 e le 7:30, oppure quando sono al bagno. Sono pigro e non sfoglio neanche i giornali al bar. Però mi piace pensare che le edicole e i loro eroi debbano almeno avere un modo per campare. L’amministrazione pubblica deve intervenire. Capisco la mia codardia ma non è per questo che esistono le istituzioni pubbliche?
Ricetta: suolo pubblico ovviamente gratis; regolamento cittadino votato da tutto il consiglio che decreti che il Comune di Viterbo
non metterà mai a bando le postazioni-edicola. Poi facciamogli servire il turismo in qualche maniera, distribuzione cartine? Distribuzione
info sui musei? Presentazione calendario eventi? Punto di osservazione di traffico e movimenti? E diamo loro qualche euro al mese.
Sia chiaro, sono l’ultimo a poter parlare ma i simpatici edicolanti che ho incontrato a Corso Italia mi hanno dato libertà di parlare per loro anche se scrivo su giornale online. Viterbo candidata a Capitale della Cultura Europea? Siamo sicuri?


















