

IL CORNER DEL PROFESSORE – Una mia carissima amica mi ha chiesto: “Perché discutere con Angelo Russo o Francesco Mattioli di Museo delle Macchine di Santa Rosa?”. Cerco di riflettere su ogni critica ma se proviene da una persona che stimo e a cui voglio bene mi costringo a prendere un paio di giorni per pensarci sù.
Mi confronto sempre vivacemente con le persone che stimo: almeno una volta al giorno il professor Chiossi mi dice dove ho sbagliato. Almeno una volta a settimana affronto col professor Mattioli uno o più argomenti sui quali non siamo d‘accordo. Spesso ho opinioni molto diverse dal direttore de La Fune, il dottor Roberto Pomi, capace di analisi interessantissime.
Quasi sempre, parlando con qualcuno al telefono o in diretta social affermo di non essere d’accordo. Non solo le divergenze mi costringono a valutare e affinare le mie posizioni e spesso migliorarle, ma è sempre un piacere constatare come si possa essere amici con persone con le quali non siamo d’accordo. Stimolante.
Lunedì 24 marzo 2025, in diretta social, lo psicologo Stefano Scatena ha distrutto una delle mie più ferme convinzioni relativamente ai mali della società contemporanea: “È sempre colpa dei genitori”. Il dottore mi ha detto che sbaglio. Anche su questo dovrò riflettere con attenzione.
Quello che mi fa alzare dal letto la mattina è la costruzione del neo rinascimento del XXI secolo non dover avere ragione. Un giorno, presto, guarderemo indietro con enorme soddisfazione per quanto fatto, non frustrazione e insoddisfazione e le solite chiacchiere. Di sicuro non ero e non sono d’accordo con l’intervento di Angelo Russo e tutti i sostenitori della necessità del Museo delle Macchine di Santa Rosa. Dopo la domanda della mia amica ho capito anche perché mi disturba: per portare la città di Viterbo nella direzione da tutti voluta: vibrante, turistica e accogliente; dobbiamo necessariamente metterci d’accordo sulle priorità.
Indipendente da chi governerà la città nei prossimi 20 anni, per vedere passi avanti e nella direzione giusta, dobbiamo almeno indicare qualcosa su cui siamo tutti d’accordo. Riapertura delle Terme INPS? Presenza 360 giorni all’anno della festa di Santa Rosa? Tenere la città pulita? Avere un calendario di eventi annuale? Diventare città d’arte? Promuovere Viterbo come destinazione turistica? È facile immaginare valutazioni diverse sulle priorità ma è su proposte/progetti/piani realizzabili dobbiamo discutere e scegliere dove mettere le risorse.
L’alternativa è una città che sembra destinata ad avere un centro storico morto e un livello di litigiosità troppo alto che ha portato anche a piccola criminalità e stupidi atti vandalici. I sogni-follie che leggo spesso sui social o sui giornali sono parte dell’immobilità della città. Se accettiamo tutti di passare le giornate litigando diventiamo noi il problema. Quelli veri di Viterbo sono il decremento demografico e l’economia stagnante.
Se non li risolviamo non solo non verrà mai il momento di pensare al Museo delle Macchine, presto diventeremo una città di vecchi e subito dopo una città fantasma. Provate ad andare in qualche paesello che solo 30 anni fa era vibrante e accogliente. Scuole chiuse, poste chiuse, banche chiuse. Bambini quasi spariti e vecchi sempre più frustrati. È un possibile futuro per Viterbo ma non ci voglio stare. Adesso dobbiamo creare impulso culturale turistico, adesso si deve fare il Museo delle Mini Macchine di Santa Rosa che porterà turismo, orgoglio e cultura. Non continuare per altri 20 anni a discutere sulla impossibilità di fare quello per le grandi e nel frattempo continuare a mal sopportare che le Macchine siano la casa dei nidi per i piccioni al capannone dove sono riposte. Personalmente ho molte idee su come utilizzare le Macchine ma prima di tutto il museo delle piccole, poi tutto il resto.
Parlare, discutere, avere idee o opinioni è molto facile. È costruire che è difficile. Il grande sindaco di Vitorchiano Ruggero Grassotti, mi domanda ogni volta che ci incontriamo: “Le generazioni passate ci hanno lasciato tutto quello che ci circonda, noi cosa lasciamo?”. Ha ragione lui, cosa abbiamo fatto negli ultimi 10-20-30 anni? Le rotonde? Di idee ce ne sono troppe in giro, troppo poca la gente che si rimbocca le maniche e fa. Se il gruppo di sostenitori del Museo si costituisse associazione con statuto e budget autotassandosi, individuasse il sito e ne ottenesse la disponibilità, che sia pubblica o privata, se incaricasse ingegnere-architetto di fare almeno un progetto di massima, se si dedicasse per anni a trovare i soldi necessari … Benissimo. Altrimenti basta con le perdite di tempo che impediscono di fare le cose facili e di grandissimo impatto. Ripeto, domani si può iniziare a lavorare al Museo delle Mini Macchine di Santa Rosa al vecchio tribunale di piazza Fontana Grande. Le mura presto saranno illuminate. Il Poggino avrà sbocco quasi a Montefiascone. La torre civica sarà presto visitabile. Questa è la maniera di andare verso il neo rinascimento del XXI secolo.




















