Il Corner del Professore - La lezione di CioccoTuscia e la voglia di magia
Foto Della Rocca Giulio
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Domanda: perché non tutti i weekend con un calendario annuale programmato? Io dico che si deve anche dare il permesso a qualcuno di avere una bella postazione in legno a piazza San Lorenzo dove i possa prendere il caffè e la cioccolata calda d’inverno ed il gelato ed il prosecco ghiacciato d’estate seduti al tavolo.

IL CORNER DEL PROFESSORE – Una bellissima giornata di sole, il borgo antico che va da sfondo, un evento centrato sulla cioccolata. Tutto facile. Grande successo. Bravi organizzatori di CioccoTuscia. A loro il merito dell’intuizione geniale e della dedizione a una organizzazione che ormai ha le connotazioni di una macchina perfetta. Spero mi concedano un’intervista alla fine delle fatiche in diretta sui canali social di Tuscia in Fiore e de La Fune.

In moltissimi  dicono “basta poco”. Verissimo … ma. Alcuni ingredienti debbono essere parte della ricetta. Se come si dice a Viterbo “se magna”, è molto facile che l’attività sia visitatissima. Stimo al 55% l’importanza, sufficiente per riuscire.

Se l’attività ha come sfondo il palazzo papale diventa quasi sicuro. Per questo aggiungo altro
30% anche perché tra l’ascensore che porta i turisti e la passeggiata che facciamo tutti, la gente
ci casca dentro come si sol dire.

Se l’evento è basato su una tradizione, nuova o vecchia, e partecipano in tanti tra espositori e mercanti, di conseguenza molti gruppi di amici e clienti, anche il restante 20% va a buon fine.
Per un evento di successo: cibo, palazzo papale e tradizione e molti espositori.

Domanda: perché non tutti i weekend con un calendario annuale programmato? Io dico che si deve anche dare il permesso a qualcuno di avere una bella postazione in legno a piazza San Lorenzo dove i possa prendere il caffè e la cioccolata calda d’inverno ed il gelato ed il prosecco ghiacciato d’estate seduti al tavolo.

Credo anche che questo servirebbe il turismo che inizia a contrarsi. L’estate darà numeri in diminuzione anche se l’anno resterà in
sostanziale pareggio. Il turismo diventa stabile prima di diminuire. Però c’è speranza. Da pochissimi giorni è stato aperto un originale
B&B ed il direttore de La Fune, Roberto Pomi, ha immediatamente provveduto a farne un articolo. L’affascinate location si chiama “La Casa della Strega Euforia” ed Elisabetta Palmieri, la responsabile, insiste sulla stregoneria e sulla gioia di vivere.

In pochissimi giorni, 7, sono arrivate prenotazioni. La intervisto in diretta social giovedi 24 ottobre 2024, ore 21:30. Questo è il segnale che aspettavo: non basta più vendere Viterbo, almeno per la residenza momentanea, ci vuole qualcosa di unico o almeno insolito. Viterbo ha
dato, le armonie medievali ed il maresciallo Rocca hanno fatto la loro parte ma senza offrire qualcosa in più il turismo in crescita è finito.

Serve un colpo di genio come quello di Elisabetta che si propone come strega o l’infinita attenzione ai particolari di Leonardo della Feritoia che, anche lui da poco aperto, già riceve il commento in foto. L’attenzione ai particolari mi fa pensare al professionismo ed il fatto che Leonardo sia giovane non mi sorprende minimamente. Perché il turismo resti in crescita ci vuole qualcos’altro: il quid, il tocco unico. Che sia magia o attenzione ai particolari decideranno i nuovi imprenditori ma qualcosa dobbiamo aggiungere alla ricetta del B&B a Viterbo.

Ovviamente Rosanna Stoppani del B&B dei Papi lo sa da sempre e dire che va fortissimo è una sottostima. Il mondo cambia, il turismo evolve e serve una nuova consapevolezza. I giovani ci indicano la strada.

Sono triste nello scrivere ma credo che se entro fine dell’anno, 2024, non sia nominato responsabile unico per la candidatura di Viterbo a capitale della cultura Europea del 2033, non solo non vinceremo ma, probabilmente, non ci candideremo neanche. Il giubileo è già andato
praticamente. Basta, non ci aspettiamo da comune, provincia, regione o governo aiuti. Attingiamo alla infinità creatività e capacità che teniamo nascosta. Siamo ancora i discendenti del popolo che ha portato il bello nel mondo con il rinascimento. In noi è forte la possibilità di essere grandi. Ci proviamo?

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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