
IL CORNER DEL PROFESSORE – Successo. E’ una parola che fa piacere. Se poi è quello del pubblico delle grandi occasioni che corona quasi un anno di lavoro e dedizione ancora meglio. Non so come sia nato CioccoTuscia ma lo chiederò in diretta ad Andrea Sorrenti, l’organizzatore di questa che è diventata una delle attività di riferimento dell’ottobre Viterbese.
Visto che lui ed i suoi collaboratori hanno trovato il mio precedente articolo “La lezione di CioccoTuscia….” sbagliato, sono felice di ospitarlo in diretta sui canali social di Tuscia in Fiore e di La Fune per confrontarmi con lui.
Oltre all’origine gli chiederò la data di CioccoTuscia del 2025. Sono sicuro sia già decisa. Mi viene da pensare ai grandissimi organizzatori di San Pellegrino in Fiore, Sergio Fontana e Armando Male, dicono che il lavoro per quello dell’anno dopo iniziava il giorno dopo l’evento. Ci vuole dedizione, caparbietà e tanta pazienza. Mettendo tutto insieme, quello che ci pare bello attraente e scintillante, nasconde mesi, a volte un anno, di lavoro, professionismo e rischi
personali: questa la lezione da imparare.
Certo sono di dimensioni diverse ma tra il successo, la pianificazione e la puntualità dell’evento di Andrea Sorrenti e la gestione della cosa pubblica c’è un oceano di differenza. Alla macchina organizzativa di CioccoTuscia va purtroppo contrapposto, ad esempio, la pianificazione dei lavori a piazza del Comune. Certo, l’enorme problematica della gestione di una città, sebbene piccola come Viterbo, non può essere paragonata a un evento anche di alcuni fine settimana.
Sia chiaro, non è colpa o esclusiva di questa amministrazione. Tutte le giunte passate hanno fatto lo stesso e credo sia una problematica connessa alla natura della cosa pubblica. Tra bandi, gare d’appalto, rispetto di tutte le leggi etc. tutto è lentissimo e complicato. Dall’esterno ci arrabbiamo ma chi arriva all’interno abbassa la testa in segno di resa. Appena comparso il cantiere a piazza del Comune sono scattate le critiche.
I miei amici del Bar Centrale Ivan e Cristiano ed Elisabetta della Piadineria, giustamente lamentano il cantiere di fronte e nessuna attività natalizia che l’assoluta mancanza di comunicazione. Per questa abbiamo tanto da imparare. Do per scontato che qualcuno avrà sempre da recriminare su tutto ma proprio perché la macchina burocratica è lenta e farraginosa, il minimo da chiedere è che ci sia sempre certezza, almeno sulle date di inizio e se possibile di fine dei lavori. L’imprenditore avrebbe libertà di programmare ferie e turni più leggeri. La città, che spesso mi appare come un organismo vivente, potrebbe provare ad adattarsi. Chiedo da sempre il calendario annuali degli eventi e di quello che succede in città. Andrea Sorrenti ha giù le date di CioccoTuscia 2025 e il nostro assessore ai Lavori Pubblici, il mio amico Stefano Floris, cerca di mantenere le aspettative basse e coinvolge le condizioni meteo nel calcolo dei tempi di cantiere per adesso imprevedibili.
Capisco e simpatizzo con lui ma i soldi che pagano alle ditte sono buoni e tratti dalle tasse che tutti paghiamo, vorremmo di più. Non dovrei citare gli Stati Uniti come paragone ma qui vivo e questo vedo. Se qui si dovesse occupare uno spazio pubblico sarebbero previste 3 squadre, una dalle 8 alle 16, una dalle 16 alle 24, una dalle 24 alle 8 che continuamente porterebbero a termine il lavoro in giorni non mesi.
La lezione da imparare è che si deve programmare almeno la data e l’ora di inizio, questo assicura altro 15% del successo. Andrea Sorrenti mi ha preso in giro sui social perché le percentuali che individuo come quantificanti la probabilità di successo addizionano a più di 100%. Non esiste una ricetta unica e nessuno ha la bacchetta magica ma ci sono molte maniere di ottenere successo.
Analizzando a freddo, se la probabilità di successo è almeno il 50% funziona quasi sempre. E’ chiaro che se un organizzatore azzecca tutto va sempre alla grande. Per il Comune purtroppo è diverso: nessuna probabilità di successo, solo possibilità di pochi strilli. Non è norma ma dovrebbe essere automatico almeno provare a minimizzare il disagio e maggiorare le sicurezze dei tempi.
Almeno le date di inizio dei tanti cantieri dovrebbero essere comunicate a tutti nel raggio di 200 metri dal cantiere. Sperando che nessuno legga in consiglio comunale queste righe contro l’attuale amministrazione, dico che i primi a essere scontenti di come vanno le cose sono gli
stessi politici che vorrebbero fare meglio ma hanno spesso le mani legate dalla burocrazia statale. Però posso far notare come da sempre questa amministrazione vuole fare troppo. A tutti consiglio il cambio di metodo: lasciate fare a professionisti e imprenditori, è il loro mestiere.


















