
IL CORNER DEL PROFESSORE – Un tempo le passioni esplodevano per le partite della domenica pomeriggio con totocalcio annesso e la possibilità di diventare milionari. Poi impazzò la televisione e siamo diventati un pochino più sedentari.
Negli anni 90 è esploso internet e la vita è di nuovo cambiata mettendo il telefono e i social media al centro delle passioni. Di sicuro possiamo sfogare le nostre frustrazioni ed ecco spiegato il successo e il fenomeno dei leoni da tastiera. Ovviamente i social media hanno trovato anche largo spazio nelle campagne politiche. Se sei di Viterbo e usi i social sei costretto a pensare che la vita ruoti intorno alle piste ciclabili. La mia mamma, ormai 89enne, non usa macchina né
pullman. Ormai si allontana al più 100 metri da casa eppure si lamenta tutti i giorni delle
ciclabili.
Come il 95% dei progetti PNRR, anche queste sono stai ereditati dall’attuale giunta. Perché non dare la colpa al dirigente della precedente amministrazione che lo ha firmato? Perché la signora Sindaco rischia di giocarsi il futuro politico su un progetto tanto impopolare? Perché quando non governiamo non sentiamo la responsabilità di fare scelte. Anzi è nel nostro DNA criticare
e lamentarci e non esporci.
Parlo tutti i giorni con viterbesi e abitanti della Tuscia di molti argomenti e progetti. Nessuno vuole fare nomi o dare colpe. Di peccati vogliono tutti parlare o lamentarsi ma di peccatori è impossibile sapere i nomi.
In altre parole, nella vita da “civile” non si deve sparare, non si debbono prendere decisioni, non ci si deve schierare pubblicamente. Il politico italico in modo simile tende a non dire nulla nelle interviste ed evitare la risposta alla domanda scomoda ma tutti gli amministratori locali sono costretti a fare qualcosa: a governare. Credo che molti iniziano la carriera per farlo ma quando si trovano costretti la percepiscano come una colpa.
Dico due volte al giorno “solo chi fa sbaglia” e forse dovrei aggiungere “solo chi governa ha colpa”. Non fare nulla non è un’alternativa. Chi si candida e ha la “ventura” di vincere deve governare. Si poteva non fare le ciclabili? In realtà no, il rischio di perdere altri finanziamenti era altissimo. I crono-programmi rigidi e la possibilità di essere declassati troppo alta. Chiara Frontini ha abbracciato e difende le ciclabili. Ammirabile. Sopravviverà Viterbo al flagello noto come “ciclabili?”
Negli anni 70 la busta di plastica era una novità attraente. Le prime macchine elettriche sono andate in letargo per quasi 20 e adesso la Tesla è, se non la più attraente, una delle più gagliarde macchine sul mercato. Ci abituiamo a tutto, anche a un ago in vena o ad un chiodo in un osso, ci abitueremo anche alle ciclabili. Nei prossimi 10 anni la percentuale di chi usa la bicicletta continuerà a crescere e qualcuno aprirà un B&B dedicato ai ciclisti. Poi, come per tutte le novità, si raggiungerà una percentuale stabile di fruitori e la bicicletta e le ciclabili diventeranno parte della nostra vita. Chi governerà fra 10 anni dovrà assumersi la colpa di decidere e mettere la faccia su altro. Tutti gli altri si lamenteranno di qualcosa. La prossima volta che vogliamo parlare di ciclabile facciamo
prima una lista delle 10 priorità di Viterbo. Per me restano: 1) andamento demografico in continua contrazione; 2) economia stagnante; 3)mancanza di un piano per i prossimi 10-20 anni.


















