
IL CORNER DEL PROFESSORE – La sensazione che avverto ogni volta che interagisco con gli italiani è la frustrazione. Nei giovani è ancora insicurezza ma nei grandi, forse per decenni passati a subire la vita, diventa frustrazione.
Quando sono lontano dalla città e terra che tengo stretta al cuore adoro ascoltare podcast. Praticamente di tutti i tipi. Mi piace sentire una persona intelligente che approfondisca l’analisi su un argomento. Oggi ne ho ascoltato uno che definisce cosa significa divertirsi.
Molto interessante e, come tutto, mi ha fatto pensare alla terra che tengo stretta al cuore ed ai
suoi abitanti. Mi sono posto la domanda: gli italiani sanno divertirsi? Alla domanda: come ti diverti, ognuno di noi, ha risposte diverse. La ricercatrice del podcast dice che analizzando migliaia di storie viene fuori una linea guida.
Ricordo ai tempi della pandemia, un mio post, in cui dicevo che eravamo felici e non ne eravamo
consapevoli. In quel caso usai una foto di un momento di aperitivo al bar. Molti dicevano che quel rituale del fine settimana fosse la mancanza più grossa. Questo è perfettamente coerente con la tesi del podcast.
Tre sono gli ingredienti del divertimento: giocosità, connessione, flusso. Giocosità: deve essere un’attività non particolarmente pericolosa o seria, in italiano credo si dica leggera. Può essere un gioco di carte ma non per soldi, vestire le bambole o praticare uno sport. Nulla di serio. Forse meglio se non troppo impegnativa.
Connessione: però ci deve essere un alto livello di connettività con le persone intorno, con il
luogo e quello che succede. Correre da solo è un’attività sportiva, non è un divertimento. Bruno
Buzzi e i matti delle 6:00 si trovano a piazza Crispi il martedì e giovedì mattina per camminare
un’ora e giurano sul proprio divertimento.
Flusso: qualsiasi sia l’attività, deve avere un inizio. Una fase clou ed una fine. Ci deve essere l’aspettativa prima del momento importante ed un pizzico di rammarico quando sta per finire. Una piccola incertezza su quando diventi facile. La soddisfazione di arrivare alla fine. Ci deve
essere un flusso.
Personalmente penso sia divertente pulire la piazza di fronte alla scuola di mia figlia con il mio amico Romano (vedi foto) ma so di essere strano. Da ormai più di 30 anni organizzo la Caccia al tesoro. L’ultima il 29 dicembre 2023 al centro storico di Viterbo, dedicata alle associazioni solidali. Durante me ne dicono di vari colori ma il giorno dopo tutti sono d’accordo nell’affermare di essersi divertiti. E’ spensierata, si deve fare in squadra e consiste di 10 buste con il tesoro alla fine. Avevo sempre pensato essere cosa divertente ma solo oggi il podcast me lo ha confermato.
Quale è la lezione da imparare: anche per divertirsi bisogna saper scegliere. Ognuno preferisce una qualche attività ma deve essere con altri ed avere una sua vita. Credo che la felicità sia avere un grande sogno ma tante piccole soddisfazioni. Aggiungo che dobbiamo avere attività divertenti almeno qualche volta al mese. Quindi, alla prossima caccia al tesoro accorrete in massa e pensate anche voi ad organizzare qualcosa di divertente per altri. Dimenticate l’insicurezza, provateci. Se tutti avessimo più divertimento nelle nostre vite… sarebbero migliori e l’insicurezza non ci impedirebbe di stare bene.


















