
IL CORNER DEL PROFESSORE – Martedì 10 settembre Kamala Harris e Donal Trump si sono scontrati nell’unico dibattito televisivo delle elezioni presidenziali americane del 2024. Trump si guarderà bene dall’affrontarla di nuovo pubblicamente.
Dal primo istante si è avvicinata con la mano tesa e Trump è apparso sulla difensiva. Nonostante sia stato l’uomo più potente del mondo teme visceralmente una donna capace, intelligente e per di più nera. E fa bene. Lei lo ha provocato suscitando le reazioni che cercava. Ha vinto anche secondo i commentatori repubblicani.
Come dice il professor Francesco Mattioli, al cambiamento si contrappongono i reazionari. Nel
caso di Trump il suo feroce razzismo e non aver lavorato un giorno della propria vita non può
andare d’accordo con un mondo in cui l’uomo o la donna più potente siano neri. Ancora peggio se chiaramente più intelligenti di lui. Ovviamente la definisce stupida. Lei è stata procuratore generale e lui è andato in una università a pagamento. Però il peccato che non riesce a perdonarle e di avere comizi con più spettatori. Perderà di molto.
E le mutandine rosse? Cosa centrano? A Viterbo, purtroppo, assisto a qualcosa di molto simile. Provo sincero affetto sia per Michelini che per Arena però dire che al loro confronto Chiara Frontini meriti più fischi non è lecito in alcuna metrica. Però se fosse un fatto isolato o uno sconforto momentaneo, forse, non ci farei caso. Ma quelle mutandine con i tacchi a spillo non mi sono mai andate giù. E’ sessismo reazionario.
Lei è giovane, donna e capace e quindi i più si sentono legittimati a fischiarla o a mettere “do not
disturb” sulla maniglia della macchina. Le stupide voci su mogli tradite o storie passionali la
seguono da mesi. Di tutti i sindaci maschi non se ne è mai parlato. Non è un problema di idee o di direzione della città, è solo manifesta insicurezza nei confronti di una donna che sta facendo molto e con cui è difficilissimo discutere nel dettaglio.
In altre parole, se fischiate è perché non avete argomenti per ribattere ai suoi e, vittime della vostra insicurezza, se la folla non vi fa da copertura per poter esprimere la vostra frustrazione vi buttate sui social. Che si possa fare meglio non ho dubbi. Provo affetto sincero anche per la nostra signora sindaco, ma questo non mi impedisce da dire che i suoi problemi siano nell’ordine: sensazione di onnipotenza da vittoria elettorale; metodo; la nube del PNRR; comunicazione o mancanza della stessa.
Provo ammirazione per lei ma sono pronto in qualsiasi modo a dirle, motivandolo, dove lei sbagli secondo me. Del resto non è la prima volta che scrivo ciò. Adesso, con l’aiuto del grande professor Chiossi, ci stiamo dedicando alla promozione delle eccellenze della Tuscia con il Villaggio omonimo e presto proverò a fare altro anche se nessun sindaco, compresa Chiara Frontini, mi ha dato mai spazio. Non alzo la voce, non fischio o sputo veleno dai social. Anzi, posto sempre in positivo perché Chiara prima o poi passerà ma Viterbo resta la mia città, quella che tengo stretta al cuore.


















